Faust alla Scala, la fame di vita e il prezzo del desiderio

L’opera di Gounod diretta da Daniele Rustioni, in un allestimento che porta in primo piano la fame di vita, il desiderio e il prezzo delle scelte

Il Faust di Charles Gounod torna al Teatro alla Scala in una nuova produzione diretta da Daniele Rustioni, con la regia di Johannes Erath. In scena fino all’8 novembre, l’opera riunisce Vittorio Grigolo, Marina Rebeka e Alex Esposito nei ruoli principali. L’allestimento nasce in coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, la Staatsoper Unter den Linden di Berlino e il Teatro Real di Madrid.

Nel cuore di Faust brucia la fame di vita di un uomo che ha interrogato il sapere senza trovarvi conforto. Faust vuole tornare giovane per sentire ancora, amare, possedere il tempo. Méphistophélès ascolta quel desiderio e gli apre la strada, liberando quanto era già nascosto nel suo animo. Gounod affida però a Marguerite il peso della tragedia. Su di lei ricadono la seduzione, l’abbandono e il giudizio di una società ottocentesca pronta a condannare la donna e ad assolvere la fuga maschile. La partitura segue questa discesa. La grazia della canzone del Re di Thulé cede allo scintillio dell’aria dei gioielli, alla sensualità del giardino e alla disperazione della chiesa e della prigione. Faust oscilla tra slancio amoroso e desiderio di possesso. Méphistophélès avanza con una musica brillante e insinuante, la cui leggerezza accresce l’inquietudine. Daniele Rustioni torna a dirigere un’opera alla Scala dopo oltre dieci anni. La lunga esperienza all’Opéra National de Lyon gli ha permesso di approfondire lingua [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati