Fermi in protesta anche i pescherecci, dal governo 10 milioni

Le marinerie italiane sono in mobilitazione contro il caro-gasolio. Il Consiglio dei Ministri stanzia una somma a fondo perduto pari al 10% della spesa da giugno a metà ottobre per i maggiori costi sostenuti per l’acquisto di carburante

I porti italiani sono pieni di pescherecci fermi, in protesta contro il caro-gasolio e le politiche europee che riducono i giorni di pesca e moltiplicano gli obblighi a carico delle imprese. La mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore. A pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60% dei costi operativi.

Una giornata calda quella di giovedì 22 ottobre, durante la quale qualche risposta concreta è arrivata. Il governo, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, ha stanziato 10 milioni di euro a fondo perduto per gli imprenditori: un importo pari al 10% della spesa da giugno al 15 ottobre per i maggiori costi sostenuti per l’acquisto di carburante.

Un’iniziativa accolta dal plauso di organizzazioni e sindacati. «Siamo vicini alle difficoltà dei nostri pescatori e siamo soddisfatti che siano state accolte, ancora una volta, le nostre richieste», commenta Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative. Per Coldiretti Pesca «è un passo importante per dare risposte alla crisi delle marinerie, costrette a ridurre le uscite in mare a causa [...]

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