
Le strutture ricettive registrano livelli di occupazione molto elevati e una forte presenza di stranieri: la permanenza media sale da 2,8 a 3,2 notti. Di Stefano: «La sfida è trasformare gli arrivi in economia per il territorio»
Palermo si avvia verso un Ferragosto da tutto esaurito nelle strutture ricettive. Gli alberghi registrano livelli di occupazione molto elevati, sostenuti da una forte presenza di clientela internazionale, mentre cresce un indicatore particolarmente significativo per la capacità del turismo di generare ricadute economiche sul territorio: la permanenza media è salita da 2,8 a 3,2 notti.
Il dato conferma il trend positivo del capoluogo siciliano, che nel 2025 ha superato i 2,1 milioni di presenze turistiche, con una crescita del 7,3% rispetto all’anno precedente e una quota di visitatori stranieri vicina al 64% del totale. Un andamento proseguito anche nel 2026. Nel periodo del Festino di Santa Rosalia, secondo Federalberghi Palermo, la crescita delle presenze è stata del 14%.
L’allungamento dei soggiorni rappresenta il passaggio più rilevante perché aumenta la spesa generata da ogni singolo arrivo. Più notti significano maggiore domanda per ristorazione, musei, commercio, escursioni, trasporti e servizi, con un impatto che va oltre il comparto alberghiero.
«Il pienone di Ferragosto ci rende certamente soddisfatti – dice Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo – ma da rappresentante degli albergatori non considero sufficiente dire che gli hotel sono pieni. Il turismo, infatti, non si misura soltanto attraverso il numero delle camere occupate. Si misura nella capacità di una destinazione di trasformare ogni arrivo in economia, occupazione, reputazione e sviluppo per il territorio».
La sfida per Palermo si sposta dunque dalla capacità di attrarre visitatori a quella di aumentare il valore prodotto dal turismo e di trattenere una quota maggiore della spesa sul territorio.
«Palermo ha vinto una prima grande sfida: quella dell’attrattività – aggiunge Di Stefano –. Oggi è una città desiderata, cercata e scelta da un mercato sempre più internazionale. Ma adesso dobbiamo vincerne una ancora più importante: quella dell’accoglienza».
Il tema riguarda soprattutto i giorni di maggiore affluenza, quando servizi, mobilità e offerta culturale sono sottoposti alla pressione più forte. «Non basta portare turisti in città: dobbiamo farli restare, spendere sul territorio e tornare – conclude la presidente di Federalberghi Palermo –. Una notte in più trascorsa a Palermo significa un ristorante, un museo, un acquisto, un’escursione, un taxi, un’esperienza in più. Significa maggiore ricchezza distribuita sul territorio».
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