Festival della Bellezza, il Simbolico attraversa arte e pensiero

La XIII edizione entra nella parte conclusiva: fino a ottobre la parola, la memoria e i segni del Novecento guidano gli appuntamenti nei luoghi d’arte

La bellezza accompagna da sempre il modo in cui guardiamo il mondo. La riconosciamo nell’arte, in un paesaggio, nelle parole e nella musica, ma anche nei segni lasciati dal tempo nei luoghi e nella memoria. Cambiano le epoche e i canoni, resta il bisogno di cercarla e attribuirle un significato. La tredicesima edizione del Festival della Bellezza prosegue fino a ottobre nei grandi luoghi dell’arte italiana, dopo un viaggio che ha toccato Venezia, Milano, Verona, Roma e la Sicilia.

Ideato e diretto da Alcide Marchioro, il Festival sceglie quest’anno il Simbolico come filo conduttore di cinquanta appuntamenti in 25 luoghi d’arte, secondo il principio dell’“arte nell’arte” che caratterizza la manifestazione. Al Castello Sforzesco di Milano Dario Fabbri e Massimo Cacciari hanno declinato il tema di questa edizione attraverso la filosofia e la geopolitica, soffermandosi sul peso che simboli, idee e rappresentazioni assumono nel pensiero e nelle dinamiche del mondo contemporaneo.

Nelle sale della Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, dove l’opera dello scultore conserva ancora la sua presenza, Melania Mazzucco parlerà della grazia partendo proprio dalle sue creazioni e dai luoghi che ne custodiscono la memoria, Umberto Galimberti tornerà sulla follia dell’arte e dell’amore. Da Anselm Kiefer, una riflessione sulle rovine, sulla materia e su ciò che sopravvive alle ferite della storia, fino a trasformarsi in poesia.

Il percorso toccherà anche Carlo Scarpa, al centro di un progetto dedicato alla sua opera e al valore del simbolo nella sua architettura. Al Teatro Bibiena di Mantova, Giordano Bruno Guerri racconterà le vite dei Futuristi e la spinta di un’avanguardia che voleva cambiare arte e società. La chiusura arriverà l’8 ottobre all’Arengario del Museo del Novecento di Milano con Maria Vittoria Baravelli e I discorsi belli. Storie e opere saranno il punto di partenza per interrogarsi sulla forza delle parole e sulla loro capacità di modificare lo sguardo, un ritorno alla domanda che attraversa l’intera edizione, quella sul significato che affidiamo alle cose. Dal Surrealismo a Canova, dalla psicoanalisi alle avanguardie, il Simbolico diventa così il filo di un Festival che cerca nei luoghi dell’arte una parte del racconto.

Organizzato dall’associazione Idem – Percorsi di Relazione, il Festival è patrocinato dal Ministero della Cultura e promosso dalla Regione del Veneto nell’ambito dei Grandi Eventi. Main partner Generali con Valore Cultura, che nel 2026 celebra dieci anni di impegno a sostegno dell’arte e della cultura.

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