
Open Fiber ed ENEA presentano i risultati del laboratorio 2023-2026: quindici applicazioni, dall’illuminazione pubblica al monitoraggio sismico, e un metodo replicabile anche in forma associata
Un cavo in fibra ottica che, oltre a trasportare dati, registra le vibrazioni del terreno. E una piattaforma che restituisce al Comune la mappa completa dei suoi impianti di illuminazione pubblica, con indicatori di prestazione per decidere dove intervenire. Sono due delle quindici applicazioni sviluppate a Pitigliano, nel Grossetano, con il progetto «Laboratorio a cielo aperto per lo sviluppo dei borghi digitali sostenibili 2023-2026».
I risultati sono stati presentati, a Roma, da Open Fiber ed Enea. L’iniziativa è stata avviata nel luglio 2023 con il Comune, con il supporto scientifico dell’Ingv e del Centro di ricerca Smarter dell’Università dell’Insubria, e approda ora a un modello aperto agli altri piccoli Comuni.
L’idea di fondo è usare la rete come base per i servizi. «La presenza di un’infrastruttura in fibra ottica è la base per offrire a chi vive nei piccoli Comuni le stesse opportunità disponibili nelle città», afferma l’amministratore delegato di Open Fiber, Giuseppe Gola. Il digitale, osserva, permette alle imprese dei borghi di raggiungere nuovi mercati, rende più accessibili i servizi e consente di lavorare e studiare senza lasciare il proprio territorio.
A Pitigliano, aggiunge Gola, Open Fiber ha lavorato con Enea e con l’amministrazione «per tradurre queste possibilità in applicazioni legate ai bisogni della comunità». Il passo successivo è metterle a disposizione di altri Comuni, «perché gli investimenti nella rete diventino una risorsa per lo sviluppo dei territori».
La rete in fibra fino a casa è stata realizzata da Open Fiber come concessionario di Infratel Italia, e sopra di essa lavorano due piattaforme. V-Era, di Open Fiber, aggrega le informazioni del territorio a supporto dei servizi comunali, dall’efficientamento energetico all’accoglienza turistica. Pell, di Enea, mappa l’illuminazione pubblica e ne offre «una fotografia statica e dinamica», con Kpi sulle prestazioni degli impianti.
Completano il quadro il gemello digitale del Comune, il monitoraggio ambientale, la rilevazione dei flussi di visitatori e i percorsi in realtà aumentata sul patrimonio culturale. Il borgo è costruito sul tufo, e l’Ingv ha installato sulla rete di Open Fiber un sistema di Distributed Acoustic Sensing, che trasforma la fibra in un sensore distribuito a supporto delle reti sismiche tradizionali.
Il passaggio dalla sperimentazione al modello passa dal metodo. Con l’Urban Check-Up Model dell’Insubria si parte dai bisogni del singolo Comune per fissare priorità e investimenti. Sono stati poi individuati gruppi di Comuni con caratteristiche simili, a cui proporre soluzioni calibrate, anche in forma associata: Unioni di Comuni e Comunità montane possono condividere piattaforme, competenze e risorse.

