Fidelizzazione e identità italiana, la strategia di crescita di UNA Italian Hospitality

Il gruppo ha registrato un incremento di ricavi del +8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli ospiti provenienti dal Nord America sono cresciuti del +28,7%, mentre quelli da Europa e Regno Unito del +2,4 per cento

I primi otto mesi dell’esercizio in corso si sono rivelati positivi per UNA Italian Hospitality, con le sue 60 proprietà di cui circa 25 strutture affiliate. Il gruppo ha registrato un incremento di ricavi del +8,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

A sostenere la performance è stata soprattutto l’evoluzione del mix geografico della domanda: gli ospiti provenienti dal Nord America sono cresciuti del +28,7%, mentre quelli da Europa e Regno Unito del +2,4 per cento. Anche il segmento leisure ha registrato un andamento positivo, con i ricavi delle destinazioni balneari in crescita del +6,2% nell’estate 2026.
«I risultati – ha spiegato Giorgio Marchegiani, amministratore delegato del gruppo – confermano la solidità del nostro percorso di crescita, ma raccontano anche un’evoluzione più ampia del mercato. La domanda verso l’Italia è sempre più internazionale e articolata e si distribuisce tra città, destinazioni leisure e territori di nuova esplorazione, mentre il viaggio tende a superare i tradizionali picchi stagionali. La crescita dei flussi di clienti dal Nord America, insieme alle performance delle nostre destinazioni balneari, dimostra quanto sia importante saper intercettare esigenze di viaggio diverse e accompagnare l’ospite in un mercato in continua evoluzione e tendenzialmente più sofisticato, dove il viaggio è sempre meno un bene puramente voluttuario e sempre di più ingrediente ricorrente dello star bene».

La sfida per l’hospitality è costruire una relazione duratura con l’ospite. Ed è da questa visione che nasce “untourist”, il nuovo programma loyalty di UNA Italian Hospitality, pensato per rendere la fidelizzazione più flessibile e vicina alle esigenze dei viaggiatori contemporanei. L’iscrizione è gratuita e consente di accedere fin dal primo soggiorno a vantaggi dedicati, a partire da un bonus di benvenuto di 1.500 punti. Il programma si sviluppa attraverso quattro livelli di appartenenza – traveller, explorer, passionate e lover – che accompagnano progressivamente gli ospiti offrendo benefici e opportunità sempre più esclusivi. I punti accumulati possono essere utilizzati per saldare nuovi soggiorni, upgrade di camera, servizi dedicati ed esperienze legate al food & beverage, al wellness, alla scoperta del territorio, nonché all’acquisto di gift card. L’obiettivo è quello di trasformare ogni ospite in un ambasciatore del brand, offrendo un valore aggiunto che va oltre la semplice ospitalità. Allo stesso tempo, però, il programma permette di fare ordine nell’anagrafica e agevola il riconoscimento del cliente.

«Voglio che i clienti si sentano a casa propria nelle nostre strutture – dichiara l’amministratore delegato –. Un ospite che ritorna pretende di essere riconosciuto e guidato alla scoperta del territorio. Faremo vedere anche cosa c’è fuori dall’hotel». Si tratta di un percorso avviato ma «ancora lungo» e che non mette in pista soltanto agevolazioni, ma instaura un modus operandi, un approccio verso il cliente, «una vera e propria sfida per il nostro staff», avverte il manager, che sottolinea l’importanza della “retention” non soltanto lato ospite, ma anche lato dipendente, chiamato ad avere un ruolo di primo piano in questa strategia.

Ad un anno e mezzo circa dal rebranding, il gruppo sottolinea la sua vocazione principale: «L’anima di UNA è prevalentemente leisure – commenta Marchegiani – pur coprendo il segmento del business travel e degli eventi. I risultati maggiori provengono dai flussi turistici e dal turismo congressuale». Anche luglio e agosto, nonostante inflazione e crisi geopolitica, hanno avuto un buon riscontro «con numeri di fatturato in crescita del 5-6%, sia per il balneare che per la montagna, trainata in particolare dalla situazione climatica».
Se il turismo in Italia continua a correre, in termini generali, sostenuto in particolare dalle presenze straniere, il ragionamento è altrettanto vero per il gruppo alberghiero detenuto da Unipol, che vede come primo mercato l’Europa (Italia inclusa) che pesa per poco più di un terzo delle presenze, seguita al secondo posto dal mercato statunitense, che si riconferma strategico con un 12-15% di share.

Guardando al futuro, UNA Italian Hospitality mira a consolidare la propria leadership attraverso una crescita mirata, puntando sulla qualità dei servizi, sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità. «Il nostro sforzo è quello di costruire una catena che abbia un’anima italiana non soltanto attraverso le strutture, ma le persone, con le quali cerchiamo di raggiungere una omogeneità di valori». Sui rischi che attendono il sistema Paese e il settore alberghiero nello specifico, Marchegiani cita «la soglia di stress cui sono sottoposte le persone in questa fase di crisi geopolitica e il tema della capacità di spesa».

Attualmente il livello di pricing, nonostante la spinta inflattiva e l’aumento dei costi energetici, è stabile, «cerchiamo di assorbire lo choc per non influire sui margini – dichiara – e posso dire che siamo attrezzati per quest’anno e il prossimo, ma l’inflazione è un rischio per tanti settori ed è una sfida Paese». Intanto prosegue la valutazione di strutture da includere nel portfolio, «ma è prematuro parlarne – conclude -. Posso citare città come Roma, Trieste, Napoli, Cagliari dove vorremmo ancora crescere».

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