Dopo Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto, il via libera dell’assemblea regionale con 11 voti favorevoli di consiglieri della maggioranza di centro sinistra, sei contrari e tre astenuti

Anche l’Umbria – dopo Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto – ha la sua legge sul fine vita. L’Assemblea legislativa ha approvato ieri – con 11 voti favorevoli di consiglieri della maggioranza di centro sinistra, sei contrari e tre astenuti – la proposta di legge di iniziativa popolare, sul suicidio assistito denominata “Liberi subito”, nel ricordo di Laura Santi, la giornalista protagonista della battaglia per l’approvazione della norma, malata di sclerosi multipla e morta somministrandosi un farmaco il 21 luglio 2025 nella sua casa di Perugia. Una figura e un esempio, i suoi, che hanno pervaso l’intera discussione, anche con ricordi personali da parte di alcuni consiglieri e momenti di commozione.

Ad assistere alla riunione, il marito, Stefano Massoli, con un gruppo di attivisti dell’associazione Luca Coscioni e Marco Cappato («il governo italiano e il Parlamento sono completamente immobili e infilano la testa sotto la sabbia», ha detto). «Questa è la legge di Laura Santi – ha sottolineato il relatore unico Fabrizio Ricci (Avs) – che ci ha lasciato scritto: “Qualsiasi vita resta degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme, ma siamo noi a dover scegliere”».

Non ha partecipato al voto la presidente della Regione, Stefania Proietti. «Il tema – ha spiegato – è di una levatura tale che io penso debba essere trattato dal livello politico più [...]

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