Firenze, la sinergia spinge i musei, +22% di incassi per il nuovo Gamb

Risultati oltre le attese per il sistema museale che integra la Galleria dell’Accademia di Firenze e i Musei del Bargello. Parla il direttore generale Andreina Contessa

Le sinergie fanno bene all’arte. Il caso del nuovo sistema museale fiorentino è un esempio illuminante. Nato dall’integrazione tra Galleria dell’Accademia di Firenze e dei Musei del Bargello in seguito a un decreto ministeriale del 2024, il nuovo sistema ha dallo scorso maggio anche un nuovo nome, Gamb, e una nuova identità visiva: suggello anche formale, verso l’esterno, del percorso di integrazione guidato in questi 12 mesi da Andreina Contessa, nominata direttore generale del nuovo soggetto il 1° ottobre dello scorso anno.

«Questo primo anno di lavoro è stato dedicato soprattutto a far dialogare e mettere a sistema due realtà museali che avevano sempre operato ciascuno per conto proprio», spiega Contessa. Due strutture con un proprio carattere, molto forte e molto radicato nella città. Da una parte la Galleria dell’Accademia, che tutti conoscono soprattutto per il David di Michelangelo, con una grande affluenza di pubblico e un bilancio molto solido, sostenuto attraverso ricavi propri, tanto che non solo non riceve fondi statali (se non per progetti speciali), ma anzi restituisce allo Stato una parte degli incassi. Dall’altra, il Museo nazionale del Bargello, altrettanto importante dal punto di vista storico e artistico (è stato «il primo museo del Regno d’Italia», ricorda Contessa), ma meno conosciuto e visitato, così come tutta la costellazione di siti artistici che compongono i Musei del Bargello: Orsanmichele, Casa Martelli, Palazzo Davanzati, Cappelle Medicee e l’ex Chiesa di San Procolo. Tutti affluiti in Gamb, che nasce proprio «dalla volontà di dare forma unitaria a questa realtà articolata», aggiunge la direttrice.

I risultati non si sono fatti attendere: già nei primi otto mesi di quest’anno, il totale complessivo dei visitatori è aumentato del 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, con quasi 2,2 milioni di ingressi e un incasso di oltre 21 milioni di euro, in aumento del 21,9%, a conferma di una strategia che ha saputo creare valore e qualità, più ancora che quantità, grazie anche a una politica tariffaria più efficace e adeguata all’offerta. «La Galleria ha confermato la sua forza e il suo posizionamento, con un incremento dei ricavi da biglietteria del 20,6% a fronte di un’affluenza sostanzialmente stabile – precisa Andreina Contessa -. La soddisfazione più grande è arrivata dai Musei del Bargello, che hanno registrato invece una crescita consistente, del 20,9%, anche del pubblico, con margini di crescita ancora interessanti».

Risultati che ripagano gli investimenti fatti su alcuni direttrici fondamentali: il personale, innanzitutto, con 22 nuove assunzioni necessarie a garantire la riorganizzazione degli orari, che ha portato a un allungamento e a una armonizzazione delle aperture (con una spesa di circa 527mila euro tra gennaio e agosto). E poi la comunicazione, per raccontare e far conoscere quello che, di fatto, è un nuovo sistema museale, sebbene costituito da siti già esistenti. E poi i tanti restauri, tra cui ricordiamo quello del basamento del Perseo di Benvenuto Cellini, al Bargello, o gli interventi di conservazione e manutenzione delle statue in bronzo di Ferdinando I e Cosimo II de’ Medici al Museo delle Cappelle Medicee.

Sono stati anche rivisti i prezzi dei biglietti, adeguandoli al mercato ma anche aumentando l’offerta di formule cumulative e mantenendo la gratutità dove già presenti. «A breve arriveranno anche le grandi mostre e gli eventi – rassicura Contessa -. Anche in questo caso, pensati e costruiti con una regia unitaria e l’intento di far dialogare tra loro queste iniziative, valorizzandone e massimizzandone i risultati».

Tutto questo, precisa la manager, deve però realizzarsi «attorno ad alcuni valori che per noi sono prioritari: accessibilità, inclusione e cura, non solo tutela, del patrimonio dei visitatori più fragili. Ma anche ricerca, innovazione e servizi educativi». È stato infatti sviluppato un programma che mette al centro questi valori, legato al Piano Olivetti per la cultura del Ministero.

E i privati? «Per ora il nostro sistema museale si sostiene grazie a fondi pubblici e ricavi propri, con un sostegno tra le diverse realtà – dice Contessa -. Ma uno dei nostri obiettivi è aumentare la quota di partner e sponsor privati, oggi molto limitata, per sostenere interventi straordinari o progetti speciali. «Nei prossimi mesi lanceremo una call per un partenariato pubblico-privato, che abbiamo pensato nello specifico per Casa martelli. Ma altre iniziative arriveranno».

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