Fisco, verso una nuova stretta su crediti d’imposta e società apri e chiudi

Tra le ipotesi della manovra il blocco delle compensazioni con cartelle non pagate per 30mila euro. Stop all’utilizzo nel modello F24 per i crediti acquistati da soggetti non più attivi

La manovra chiede un suo contributo anche alla lotta all’evasione. Nel pacchetto di misure allo studio per il Ddl di Bilancio, su cui si attendono le scelte finali in vista dell’approdo in Consiglio dei ministri, c’è anche un ulteriore giro di vite sull’utilizzo dei crediti d’imposta. Con un intervento destinato a impattare sia sulle compensazioni che sulle partite Iva apri e chiudi.

Partiamo dalle compensazioni. In un’ideale linea di continuità con l’intervento già varato con la manovra 2026, tra le misure vagliate e candidate a trovare posto tra gli oltre 100 commi della nuova legge di Bilancio c’è un’ulteriore riduzione dell’importo che fa scattare il blocco dell’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta in presenza di debiti non pagati al Fisco e iscritti a ruolo. Dopo la riduzione da 100mila a 50mila euro entrata in vigore dal 1° gennaio scorso, l’ipotesi allo studio è quella di far scendere ulteriormente la soglia di sbarramento a 30mila euro. In pratica con 30mila euro di importi iscritti a ruolo per imposte erariali e accessori per i quali siano scaduti i termini di pagamento scatterebbe dal 1° gennaio un blocco complessivo alle compensazioni orizzontali, ossia tra imposte di natura diversa. Di fatto, si cerca di colpire chi sfugge alla riscossione senza pagare i vecchi debiti. Per poter far cadere il blocco è necessario pagare una quota di debito che consenta di scendere al di sotto della soglia. Due sono gli aspetti chiave da segnalare. Quando lo scorso anno fu fatta la scelta di rendere più stringente lo sbarramento, perché con un debito più basso si va a colpire una platea più ampia di contribuenti, la misura fu incastonata all’interno della linea di attuazione del Pnrr [...]

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