Flessibilità contro il caro-prezzi, l’Olanda boccia l’Italia: ha troppo debito. Sì della Spagna

Contrario anche il ministro del Belgio: ’no cambi regole, interventi temporanei’

La flessibilità chiesta a gran voce dall’Italia (insieme alla Grecia) per combattere il caro prezzi, soprattutto quelli dell’energia, trova freddi – anzi gelidi – i paesi del Nord Europa (Olanda e Belgio in primis) mentre registra l’apertura della Spagna (nonostante la rottura Roma-Parigi sui migranti e lo stop ancora in corso alle regole Schengen)

“Comincio a essere piuttosto stanco di questa discussione. Ogni volta che si presenta un problema sento sempre la stessa cosa: ’modifichiamo le regole fiscali’. Aggiungere debito al debito rende i problemi più grandi. Dobbiamo spendere meno e fare riforme. Fuggire dai problemi non è la soluzione” è la posizione del ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen sulle richieste di flessibilità fiscale avanzate da Italia e Grecia. Heinen si è detto “contrario” a clausole di salvaguardia sull’energia: “Le regole attuali prevedono alcune possibilità, ma sono temporanee”. Poi bisogna tornare “in linea con le regole”.

“Non sono esattamente un sostenitore della modifica delle regole” di bilancio. Anche il ministro delle Finanze del Belgio Vincent van Peteghem, a margine dell’Eurogruppo ha chiuso alla richiesta di Italia e Grecia di avere maggiore flessibilità per affrontare la crisi energetica. “Se dovessimo cambiarle – continua – soprattutto in relazione, ad esempio, agli attuali prezzi dell’energia e considerando che si tratta più che altro di uno shock dell’offerta, ritengo che qualsiasi intervento in tal senso debba necessariamente avere carattere temporaneo”. “Non credo sia una buona idea – prosegue van Peteghem – introdurre clausole di salvaguardia nazionali per situazioni o crisi di questo tipo. Ritengo invece fondamentale che, qualora si decidesse di procedere in questo modo, la misura sia temporanea” conclude.

“Vedremo esattamente cosa comporti la proposta, ma siamo aperti a prenderla in considerazione. Attendiamo di conoscerne i dettagli” è invece l’apertura del ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo. “Ribadisco che, a mio avviso, occorre tenere presenti due fattori chiave: le circostanze eccezionali che affrontiamo nel gestire le conseguenze della guerra – che da oltre sette mesi incide sulla vita quotidiana dei cittadini di tutto il continente – e la necessità di operare all’interno di un quadro che, come ho già detto, tenga conto della sostenibilità delle nostre finanze pubbliche” aggiunge.

Lo stesso Giorgetti, alla fine dell’eurogruppo a Lussemburgo, parla di «un ampio dibattito sulle ricadute negative sui conti pubblici causate dall’inflazione». La proposta italiana, secondo il ministro, ha ricevuto numerosi consensi, al netto delle tradizionali perplessità dei Paesi “frugali” . “Alla commissione – dice Giorgetti – abbiamo chiesto un’ulteriore riflessione sulla questione al fine di una corretta interpretazione dei fattori rilevanti per il rispetto dell’attuale patto di stabilità. Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole anche all’interno della clausola energia già approvata con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica”.

“Esamineremo più a fondo le richieste di Italia e Grecia. Oggi ho avuto colloqui sia con il ministro Pierrakakis sia con il ministro Giorgetti per discutere della situazione” ha detto il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, rispondendo nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo a una domanda sull’eventuale chiusura di Bruxelles alle richieste di flessibilità fiscale. “Il quadro delle regole fiscali contiene già elementi che aiutano e tengono conto della questione dell’aumento dell’inflazione e dell’impatto di una maggiore inflazione sulla traiettoria di crescita della spesa netta”, ha spiegato.

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