La programmazione autunnale del festival milanese e la nudità maschile di “Muette”, l’ultima opera del danzatore e coreografo francese
A Milano è un presidio consolidato di contaminazioni, sperimentazioni e innovative ricerche teatrali e coreografiche mai scevro da visioni e prospettive in grado di intercettare interrogativi e proposte di sicuro interesse. Giunto alla nona edizione, FOG rinnova la propria vocazione guadagnando continuità lungo l’intero arco dell’anno grazie all’estensione della programmazione anche alla stagione autunnale pur mantenendo inalterati i suoi perimetri d’indagine che da sempre ravvisa nel teatro, nella danza, nella performance e nella musica. Prime assolute, anteprime e prime nazionali, debutti e inedite creazioni sono, infatti, le occasioni offerte al pubblico della Triennale per misurarsi con le direzioni intraprese dalle arti performative e cogliere le forme, le urgenze e le visioni che ne trasformano il panorama.
Tra le traiettorie di ricerca che attraversano la programmazione autunnale di questa edizione di FOG, quella di Boris Charmatz trova in “Muette” una nuova, essenziale e interrogativa declinazione. Creato lo scorso mese di maggio ai Kaaistudios di Bruxelles quale prosecuzione della ricerca avviata con SOMNOLE – il precedente assolo presentato anch’esso a FOG -, il nuovo lavoro dell’artista francese trova nel corpo e nel silenzio la propria materia coreografica. Sono questi gli unici cardini di una creazione [...]
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