
Dalla Fondazione l’allarme sui 36 miliardi che separano la nostra spesa sanitaria pro capite dalla media dei Paesi Ue
«Ogni anno va in scena lo stesso copione: il dibattito sul finanziamento della sanità si accende alla vigilia della Manovra, si consuma nella trattativa su qualche miliardo e si spegne subito dopo. E’ ora di cambiare rotta: servono risorse adeguate ai bisogni di salute e riforme capaci di tradurle in servizi realmente accessibili, investendo anzitutto sul personale e sull’erogazione uniforme dei Livelli essenziali di assistenza. Altrimenti il diritto alla tutela della salute resterà universale solo sulla carta, ma sempre meno tangibile nella vita reale: chi può paga, chi non può aspetta o rinuncia alle cure. Non è più universalismo, ma selezione dei diritti per reddito. Ovvero, la negazione dell’art. 32 della Costituzione». Così il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, in vista del dibattito sulla legge di bilancio 2027.
La base di analisi sono il dataset Oecd Health Statistics, aggiornato al 17 luglio 2026, e il Country Report 2026 della Commissione Ue: nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro capite, l’Italia si colloca al 15mo posto tra [...]
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