
Unica iniziativa europea premiata dall’Onu nel 2026. Il ruolo di scuole e Comuni e l’obiettivo di riqualificare 255 ettari di aree urbane
Il progetto iniziale, nato come una sfida per riportare il verde con arbusti e piante a Milano, si è trasformato in qualcosa di più. Tanto da vedere nascere una fondazione e, dopo qualche anno, ottenere dalle Nazioni Unite il riconoscimento per il progetto per il ripristino degli ecosistemi. Si tratta di Forestami, l’iniziativa nata per riportare la natura nell’area metropolitana di Milano e inserita tra i World Restoration Flagship dell’Onu. «L’unica iniziativa europea tra le otto premiate nel 2026», sottolineano i promotori, durante la COP17 sulla biodiversità di Yerevan. «Tutto era nato come progetto con cui si cercava di rispondere al quesito come alberi e arbusti possono migliorare la qualità dell’aria – spiega Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami e docente del Politecnico di Milano-. Si è lavorato, per portare avanti questo progetto, su tre progetti che vanno da ricerca scientifica, alle competenze, per arrivare con la comunicazione».
Punto di partenza, l’area della città metropolitana di Milano dove la forte urbanizzazione si intreccia con le criticità ambientali della Pianura Padana. Quindi il progetto, con un obiettivo al 2030: contribuire ad aumentare del 5% la copertura arborea (tree canopy cover) attraverso «la messa a dimora di tre milioni di alberi, circa uno per ogni abitante del territorio, e alla conseguente riqualificazione di 255 ettari di aree urbane». Interventi che possono interessare spazi diversi, dalle aree dismesse agli ambiti urbani da restituire alla natura, con l’intento di ridare valore ecologico e nuove possibilità di fruizione a luoghi oggi considerati “grigi”.
Anche perché proprio la natura può contribuire a mitigare le temperatura e contrastare l’effetto isola [...]

