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Stabilite le Autorità di notifica e vigilanza. Per attuare tutte le disposizioni servono decreti e risorse
Più che formazione solo per studenti, universitari e professori, un intervento di ampio respiro sull’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale che include la formazione continua obbligatoria per i professionisti di diversi Ordini (con conseguente rimodulazione dell’equo compenso), l’alfabetizzazione degli adulti tramite i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia), l’uso dell’AI nelle agenzie per il lavoro e, infine, ma non meno rilevante, la disciplina sulle decisioni del datore di lavoro assistite dai sistemi di AI, includendoli nel documento di valutazione dei rischi (Dvr).
Il Dlgs 179/2026, che entra in vigore domani, venerdì 23 ottobre, adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue 2024/1689 (noto come Ai Act) e stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale, in materia di poteri delle Autorità nazionali (specialmente AgID e Acn) e di uso dell’AI nella formazione. Centrale rimane, come per la legge 132/2025 d’inquadramento dell’AI nel sistema normativo italiano, la garanzia di una prospettiva antropocentrica.
Problematica potrebbe essere, invece, l’effettiva attuazione di tutte le disposizioni previste dal decreto legislativo per tre motivi essenzialmente: i decreti successivi da adottare, a seguito dell’entrata in vigore del Dlgs 179/2026; la collaborazione fra le diverse Autorità di vigilanza; l’invarianza finanziaria, ovvero l’assenza di nuove risorse.
In maniera innovativa, il Dlgs interviene anche sull’istituzione di uno spazio di sperimentazione italiano. Si tratta del regulatory sandbox, un ambiente controllato e supervisionato in cui imprese, startup e sviluppatori possono testare sistemi di AI prima del lancio sul mercato, collaborando con le Autorità competenti nel rispetto dell’AI Act europeo e delle normative italiane. La sezione VI del capo II del Dlgs, infatti, agli articoli 26-31, delinea obiettivi, ambiti, soggetti coinvolti; determina che Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) provvedano, con un decreto adottato congiuntamente, a costituire un Gruppo operativo; incentiva la collaborazione transfrontaliera, con le Regioni e in specifici ambiti, quali Difesa, Giustizia e Fintech.
Le sezioni II, III, IV e V del capo II del Dlgs 179/2026 fanno chiarezza su quali siano le Autorità competenti in materia e quale sia il sistema sanzionatorio da applicare. Innanzitutto, AgID viene individuata come l’autorità nazionale di notifica, responsabile della predisposizione e dell’attuazione delle procedure necessarie per la valutazione, la designazione e la notifica degli organismi di valutazione della conformità e per il loro monitoraggio. Con l’ufficio europeo per l’AI, vengono individuate come Autorità nazionali di vigilanza del mercato anche:
Acn per i sistemi di AI; Banca d’Italia per i sistemi di AI ad alto rischio usati per l’erogazione dei finanziamenti, in collaborazione con Consob e Ivass per le materie di competenza; Garante per la protezione dei dati personali. Prevista la creazione di un comitato di coordinamento, con l’obiettivo di condividere info e dati e facilitare i controlli – da qui la collaborazione con Gdf, Carabinieri, Polizia e Dia – anche in ambito europeo, oltre che con le università per sviluppare progetti di ricerca. [...]
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