
Al pilota Mercedes basta il terzo posto a Città del Messico: primo italiano campione dal 1953. La Ferrari si divide e vince Verstappen
Il (primo) mondiale di Andrea Kimi Antonelli arriva a vent’anni, alla seconda stagione in Mercedes, con quattro Gran Premi ancora da disputare. A Città del Messico all’italiano basta il terzo posto: vince Max Verstappen, davanti alla Ferrari di Lewis Hamilton. Poteva essere un doppio podio di Maranello, e resta aperta una discussione tutt’altro che secondaria sulla condotta dei piloti e sulle decisioni del muretto. Sono trascorsi ben 73 anni dall’ultimo titolo di un italiano, cioè il secondo e ultimo di Alberto Ascari nel 1953.
Seguiranno giorni di elogi e dichiarazioni. Fra i primi: Stefano Domenicali, presidente della Formula 1, sottolinea che «la grandezza non si misura soltanto con i record, ma con le generazioni che riesce a ispirare», e osserva come Antonelli abbia già conquistato l’immaginazione di milioni di appassionati. Più concreto Valentino Rossi, abituato a convivere con una popolarità che ha portato milioni di persone a seguire il motociclismo: per lui Kimi «diventerà una superstar mondiale, ci sarà da gestire questo aspetto ma se rimarrà così non sarà un grande problema». Genuino, cordiale, disponibile, almeno fino a quando non abbassa la visiera.
L’aritmetica diceva che era molto più che probabile che il successo iridato da record dovesse arrivare al primo novembre, salvo risultati tremendamente sfortunati, ma lo svolgimento della gara non è stato comunque dei più semplici, come da tradizione per questa pista complessa e con un pubblico molto vicino. La prova chilanga di alta quota, fra le più difficili dell’anno per stress e decisioni tecniche in quanto a motori e aerodinamica a causa dell’aria rarefatta, si è complicata subito. Al primo giro George Russell, partito dalla prima fila, ha toccato Isack Hadjar, mandando in testacoda la Red Bull del francese: dieci secondi di penalità e una corsa compromessa per il pilota che era secondo nel mondiale, un solo punto davanti a Hamilton.
Nello stesso primo giro Charles Leclerc ha attaccato Hamilton, autore sabato della sua prima pole con la Ferrari, e ha preso la testa completando il sorpasso oltre i limiti della pista. Cinque secondi di penalità. «Dovrebbe restituire la posizione», ha detto Hamilton via radio; il muretto ha lasciato decidere i commissari invece di ristabilire subito l’ordine fra i due. Leclerc aveva il diritto di tentare il sorpasso, non quello di conservarne il vantaggio irregolare, e una squadra non può gestire i propri piloti come se corressero per due scuderie avversarie. I numeri rendono la scelta ancora meno comprensibile: prima del Messico Hamilton era a un punto da Russell nella corsa al secondo posto, e la Ferrari inseguiva la Mercedes a 133 punti con 215 ancora disponibili fra i costruttori. Una rimonta improbabile, non impossibile: abbastanza per non rischiare una partenza dalla pole e un doppio podio con una manovra destinata alla sanzione.
Intanto Leclerc aveva costruito oltre cinque secondi di vantaggio su Verstappen, sfruttando l’aria libera, ma tutto è cambiato alla prima sosta, attorno al ventottesimo giro. I due sono entrati ai box uno dopo l’altro: il ferrarista ha dovuto scontare la penalità e l’olandese ne ha approfittato per uscirgli davanti, montando gomme morbide contro le medie di Leclerc. Hamilton si è fermato un giro dopo, mentre Antonelli ha prolungato il primo stint fino al 44esimo passaggio, ritrovandosi temporaneamente in testa. Una strategia che avrebbe potuto premiarlo con una neutralizzazione anticipata, arrivata invece subito dopo la sua sosta.
La pole di Hamilton resta comunque la notizia che vale più del risultato. A 41 anni, secondo soltanto a Fernando Alonso per anzianità sulla griglia, il britannico è tornato davanti a tutti sul giro secco: è la sua 105esima pole, la prima con Maranello e la prima dal Gran Premio d’Ungheria del 2023. Viene in mente Mario Andretti, richiamato da Enzo Ferrari al posto di Didier Pironi dopo l’incidente di Hockenheim: nel 1982, a 42 anni e mezzo, conquistò subito la pole a Monza e chiuse terzo.
Al 44esimo giro la Cadillac di Valtteri Bottas è finita contro le barriere della prima curva: prima la Safety Car, poi la bandiera rossa per riparare le protezioni. Bottas è uscito da solo dalla vettura. L’interruzione ha azzerato i distacchi: Antonelli si era appena fermato, Hamilton ha montato le morbide in regime di Safety Car. Alla ripartenza, con venticinque giri da percorrere, Verstappen precedeva le due Ferrari e Antonelli. Questa volta è stato Leclerc a [...]
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