
Il mercato domestico sconta l’effetto attesa indotto dagli incentivi, prenotati a fine luglio e esauriti nell’arco di qualche ora
Il mercato italiano dei furgoni va controcorrente rispetto all’Europa e registra, nel primo semestre dell’anno, un calo delle immatricolazioni del 4,7% rispetto alla crescita dell’1,7% registrato nell’intera area Complice, forse, l’effetto attesa giocato dagli incentivi, poi effettivamente assegnati in una sola giornata a fine luglio.
Con circa 94mila immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri da gennaio a giugno, l’Italia detiene una quota del 10% del mercato europeo dei furgoni e rappresenta, per dimensioni, la quinta piazza commerciale nel continente. Meglio, sul mercato domestico, ha retto il comparto degli autocarri medi e pesanti, allineato invece alla media europea. In Europa (Ue più Efta e Uk), nel primo semestre dell’anno (elaborazione Anfia) il mercato dei commerciali leggeri si è attestato a circa 928mila unità, in crescita dell’1,7% rispetto al 2025, accanto agli autocarri – con ptt superiore a 3.500 kg – aumentati del 9,3% e ai mezzi pesanti (ptt superiore ai 16mila kg), per i quali l’incremento in un anno è stato dell’8,6%.
In questo contesto, l’Italia è uno dei major market europei che nel comparto dei mezzi leggeri ha registrato una contrazione delle immatricolazioni del 4,7%, accanto alla Francia – primo mercato europeo, -2,1% nel semestre – e Germania, -4,6%. Vanno meglio, in Italia, [...]
Articolo precedente
Atessa, nel polo di Stellantis si guarda al futuro del Ducato
Articolo successivo
Formula 1, Gran Premio Monza: il business cresce a 350 milioni

