Furto Antonello da Messina, due tavolette ritrovate in strada. Sgarbi: non  riusciranno a rivendere le opere

L’allarme è stato dato da una coppia che ha ritrovato su un muretto due delle cinque tavolette

La banda di ladri, che ha compito il clamoroso furto delle tavole di Antonello da Messina del museo regionale Accascina della città dello Stretto era composta da almeno 4 persone: due banditi sono entrarti mentre altri due avrebebro atteso fuori.

Tutti avevano il casco integrale da motociclista e le magliette nere.

I banditi hanno lasciato due delle cinque tavole del Polittico, che avevano prelevato dal museo, su un muretto e i dipinti sono stati notati da una famiglia che ha avvertito il 112 verso le 21.

Solo dopo questa segnalazione è scattato l’allarme nonostante nel museo vi fossero i custodi del turno 19.30-7.30.

Un’altra coppia di messinesi si è pure fermata incuriosita davanti le opere abbandonate e ha fotografato i preziosissimi dipinti appoggiati al muretto che sostiene le alte sbarre attorno al museo lungo il viale Annunziata.

Due di queste sbarre, vicino alla porta da cui sarebbero scappati i ladri, risultano allargate forse per consentire il passaggio di un uomo.

“È un furto messo a segno da ignoranti, ladri inconsapevoli del valore inestimabile delle opere e convinti di potere piazzarle sul mercato. Non ci riusciranno e, spero presto, saranno ritrovate”.

Così il critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, sul colpo portato a segno al MuMe di Messina, in un’intervista al Messaggero e al Qn.

Parlando della tavoletta bifronte di Antonello da Messina, Sgarbi ricorda di essere stato lui “ad averla attribuita al pittore messinese e ad avere indotto l’allora assessore alla Cultura della Regione Sicilia, Fabio Granata, ad acquistarla nel 2003 a un’asta di Christie’s per 319mila sterline, una cifra addirittura inferiore al suo reale valore”.

Ora, sostiene, i quadri rubati potrebbero essere “a casa dei ladri e per loro sarà difficile trasferirli”.

Forse c’è un mandante dietro il blitz? “Nella mia lunga esperienza – spiega Sgarbi – non ho mai assistito a furti su commissione, si tratta sempre di una sopravvalutazione delle proprie capacità da parte di chi effettua il colpo e dell’inesperienza nel campo. Gente convinta di essere in grado, a saccheggio portato a termine, di potere effettuare transazioni in realtà impossibili”.

Ritiene ci siano state falle nella sicurezza del museo? “Non c’è dubbio, perché se il sistema avesse funzionato a dovere i ladri non sarebbero usciti”, conclude il critico.

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