Gamberoni (Anthropic): «L’Italia non è in ritardo sull’AI, ora serve un’adozione ben governata»

Parla Mattia Gamberoni il nuovo Country Manager per l’Italia di Anthropic

L’Italia è davvero in difficoltà sul fornte dell’adozione dell’intelligenza artificiale? «Sarei prudente nel descrivere l’Italia semplicemente come “in ritardo” sull’AI. Il Paese ha un forte potenziale e imprese, istituzioni e sviluppatori stanno già esplorando tecnologie di frontiera e utilizzandole per ripensare processi e modalità di lavoro». Ha risposto così al Sole 24 Ore Mattia Gamberoni, il nuovo Country Manager di Anthropic per l’Italia annunciato pochi giorni fa. «La sfida – prosegue il manager che guiderà il team di Anthropic in Italia – è trasformare questo interesse in un’adozione più ampia e ben governata, in particolare in un mercato in cui le organizzazioni differiscono significativamente per dimensione, maturità digitale e requisiti normativi».

Nel maggio 2026, Anthropic ha infatti annunciato l’apertura di un ufficio a Milano, il sesto in Europa dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco. Alcune delle più grandi aziende italiane – tra cui Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol – stanno ad esempio estendendo l’utilizzo di Claude Code alle rispettive community di sviluppatori, nell’ambito di un percorso volto a integrare in modo responsabile l’AI nelle attività quotidiane di software engineering.

«Il nostro approccio – rispondendo alla domanda su come si organizzerà Anthropic in Italia – sia per le grandi imprese sia per le PMI, segue gli stessi principi. Partiamo dalle esigenze dei clienti, non da un singolo settore o da una specifica dimensione aziendale. Collaboriamo con organizzazioni attive nei servizi finanziari, nel manifatturiero, nelle life sciences, nell’energia, nell’automotive e nella tecnologia, lavorando sia con grandi [...]

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