
La procura di Pavia annuncia la chiusura indagini su Andrea Sempio, nell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi. Possibile rinvio a giudizio per Sempio
«Si evidenzia che nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi è mai stata rivolta al Procuratore generale, la quale è stata e sarà tenuta informata in relazione a ogni aspetto ritenuto di interesse». Ma «trascorsi i termini di legge, saranno assunte le determinazioni in merito all’azione penale».
La precisazione è contenuta nella nota con la quale la Procura di Pavia annuncia la chiusura indagini su Andrea Sempio, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi. Oggi è stato, infatti, notificato a Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. E, come previsto dall’articolo 415 bis del Codice di procedura penale, sono stati depositati tutti gli atti, comprese le indagini integrative. Il capo di incolpazione nei confronti dell’uomo, indagato, resta invariato.
Nel comunicato, la Procura ha illustrato gli esiti degli approfondimenti tecnici disposti nel corso delle indagini, relativi alla dinamica dell’aggressione, alle tracce ematiche, all’impronta 33 e alla traccia di scarpa repertata nella villetta di Garlasco. Quanto a quest’ultima, i consulenti del pubblico ministero riferiscono che gli accertamenti non consentono di sostenere un’incompatibilità fisica tra il piede di Sempio e la traccia. Una successiva valutazione ha, inoltre, rilevato la compatibilità delle misure del suo piede con quelle di una scarpa Frau numero 42.
Sul piano medico-legale, le nuove analisi disposte dalla Procura, affidate alla professoressa Cristina Cattaneo e al professor Biagio Fugenio Leone, indicano che le lesioni riportate da Chiara Poggi sarebbero state prodotte prima della morte, con un intervallo minimo orientativamente compreso fra 15 e 30 minuti e una possibile sopravvivenza fino a 60 minuti. La causa del decesso viene confermata nella lesione all’occipite. Secondo i consulenti, il quadro complessivo è compatibile con una colluttazione e con lesioni da difesa. La Procura chiarisce inoltre che sono state individuate due analisi elettroforetiche del 20 settembre 2007 sul campione genetico prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei, attribuito all’epoca a Chiara Poggi, entrambe con esito negativo. I risultati, non presenti negli atti del processo a carico di Alberto Stasi, sono stati confermati dai consulenti della Procura, che hanno ritenuto necessario un approfondimento all’epoca non effettuato. Quanto alla consulenza psichiatrica su Sempio, il professor Roberto Catanesi ha riferito di non poter rispondere ai quesiti senza un esame clinico diretto, al quale l’indagato si è rifiutato di sottoporsi. Gli accertamenti sulla capacità di Sempio sono quindi sospesi.
Per gli avvocati della famiglia Poggi, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, i “dati” che emergono dal comunicato stampa con cui la Procura di Pavia ha fatto sapere di aver notificato un nuovo avviso di chiusura indagini a carico di Andrea Sempio «non fanno che riproporre dei temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi nel “processo” ad Alberto Stasi sia sotto il profilo genetico che sotto quello medico-legale».
«A questo punto, ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di appello» (quella di Brescia competente per la revisione, ndr), hanno affermato i legali dei genitori e del fratello della 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, «la quale potrà rilevare l’assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all’impropria ricerca di un colpevole alternativo».
Tizzoni e Compagna hanno sottolineato come le “prove” nei confronti di Stasi «furono acquisite nel contraddittorio». I legali dei Poggi hanno aggiunto che l’unico elemento nuovo agli atti dei pm pavesi e «svolto in questi mesi» da maggio a oggi, sarebbe «un ulteriore approfondimento tecnico di parte volto a sostenere l’astratta possibilità che Andrea Sempio avesse calzato quel giorno delle scarpe Frau 42 a dispetto del comune buon senso».
Gli accertamenti «sulla capacità” di Andrea Sempio da parte della Procura di Pavia sono stati allo stato sospesi». A precisarlo è ancora la Procura di Pavia, guidata da Fabio Napoleone. Il consulente Roberto Catanesi, incaricato di effettuare la consulenza psichiatrica sul 38enne, ha dichiarato di aver «analiticamente esaminato tutti gli elementi messi a disposizione dagli inquirenti e provenienti dalle indagini effettuate, di svariata natura».
«Sono emersi – scrive Catanesi nella sua consulenza – dati di indubbio interesse che tuttavia – come già chiarito oralmente – richiedono necessariamente – per una risposta ai quesiti che possa dirsi metodologicamente adeguata al contesto di indagine – il confronto e il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto sulla persona dell’indagato».
Sempio, però, ricorda la Procura, «si è rifiutato di sottoporsi a visita», e il consulente ha affermato di «non avere elementi sufficienti a formulare risposte ai quesiti che possano dirsi adeguatamente motivate e metodologicamente ineccepibili».
La Procura di Pavia ha chiesto chiarimenti agli appartenenti al Ris di Parma dell’epoca in merito agli esiti delle contro-analisi del Dna sul pedale della bici di Alberto Stasi e attribuito a Chiara Poggi, nonostante dagli esiti di quelle analisi il risultato era «negativo». I nuovi consulenti della Procura hanno «confermato l’esistenza» dei risultati negativi e alla luce di questa “discordanza” hanno concluso che vi sarebbe stata «l’opportunità di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato».
«L’alterazione di una prova a carico di Alberto Stasi non c’entra nulla con l’accusa oggi elevata nei confronti di Andrea Sempio»: l’avvocato Liborio Cataliotti, che con Angela Taccia assiste Sempio, commenta così le novità che emergono dalla chiusura delle indagini, la seconda sul caso Garlasco.
«Nelle 18 pagine dell’avviso di diverso c’è la data», sostiene il legale, pronto a dare battaglia anche sulle impronte. «Il suo piede non può avere calzato la scarpa che ha lasciato l’impronta dell’assassino. Ci dicono che c’è stato un incremento ponderale del piede, ne prendiamo atto, ma noi invece abbiamo sentito due testimoni che dichiarano, offrendo riscontri, che all’epoca Sempio calzava già il 44 e non il 42».
Il primo passo dei legali dell’indagato ora è quello di «chiedere la copia degli atti sopravvenuti al 6 maggio», la data della prima conclusione delle indagini, per poi depositare ulteriori indagini difensive nonostante le consulenze della Procura di Pavia siano redatte «sempre dagli stessi consulenti». Quanto all’accusa secondo cui le consulenze difensive non sono dotate di scientificità, Cataliotti parla di «azzardo», dal momento che «la nostra consulenza ripercorre, ricalca e fa propri i risultati delle indagini del colonnello Mattei che fu il responsabile del Ris che svolse i rilievi sulle impronte per terra».
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