Geely, produzione in Europa negli impianti Volvo e Ford: i perché e la strategia anti dazi

Il gruppo cinese aggira i dazi utilizzando gli impianti in Svezia, Belgio e in Spagna

L’Unione Europea è al lavoro per imporre dazi alle auto costruite in Cina, nel tentativo di fermare l’avanzata dei marchi di Pechino. La soluzione? Costruire auto cinesi direttamente in Europa, andando a ridurre eventuali dazi. Se Byd ha scelto di costruire un nuovo impianto in Ungheria, il gruppo Geely può contare sugli impianti già di sua proprietà presenti nel vecchio continente grazie all’acquisizione di Volvo avvenuta nel 2010. Oltre all’annuncio sugli impianti in Svezia, il marchio diretto da An Conghui, nuovo presidente di Geely Auto Group, ha recentemente firmato una joint venture con Ford per l’acquisizione di una parte del maxi impianto di Almussafes a Valencia caratterizzato da un’estensione di cirda 2,7 milioni di metri quadri compresi i reparti di stampaggio, assemblaggio veicoli e produzione motori.

La scelta di costruire modelli a marchio Geely, Zeekr e Link & Co negli impianti svedesi nasce da un vantaggio produttivo importante: l’utilizzo condiviso della piattaforza SEA (Sustainable Experience Architecture) già utilizzata per la Volvo EX30 e per la Zeekr X. Proprio la condivisione con la EX30, dal 2025 prodotta anche nell’impianto di Gand, indicherebbe l’impianto belga come una possibile scelta per l’assemblaggio di modelli cinesi in Europa. Differenziazione di marchi e modelli che già avviene negli impianti cinesi di proprietà del gruppo Geely, dove sulla stessa linea nascono modelli dal brand e dall’alimentazione completamente differente con l’obiettivo di saturare al massimo la capacità produttiva.

Se la produzione negli impianti Volvo non ha richiesto ulteriori accordi, nel caso dell’impianto spagnolo di Almussafes di Ford si è resa necessaria una joint venture (66% Ford, 34% Geely) tra i due gruppi automobilistici. Collaborazione che porterà a partire dal 2028 due modelli Geely e un nuovo crossover multienergia a marchio Ford prodotto su piattaforma Gea (Global Intelligent New Energy Architecture e supporta elettrico, ibrido e range extender.).

L’impianto di Almussafes, che in passato è arrivato a contare oltre 10.000 dipendenti, rispetto ai 4.142 attuali, rappresenta uno dei maggiori complessi automobilistici europei. La fabbrica si estende su circa 2,7 milioni di metri quadrati e oggi produce esclusivamente il Ford Kuga, con 98.591 vetture assemblate nel 2025 e circa 48.400 unità nei primi sei mesi del 2026. Numeri molto lontani dai livelli raggiunti prima delle diverse fasi di ridimensionamento. Il record produttivo risale infatti al 2004, quando dalle linee di Valencia uscirono 449.101 automobili, mentre Ford e Geely indicano per l’impianto una capacità potenziale che può arrivare a circa 500.000 veicoli all’anno. Attorno allo stabilimento si è sviluppato dagli anni Novanta uno dei principali poli europei della componentistica, con il Parque Industrial Juan Carlos I collegato direttamente alle linee Ford attraverso sistemi di approvvigionamento. Prima dell’attuale contrazione produttiva, Ford e il parco industriale associato venivano accreditati di un giro d’affari vicino a 12,2 miliardi di euro e di oltre 30.000 posti di lavoro diretti e indiretti. Oggi l’intero cluster automotive e mobilità della Comunità Valenciana supera i 10 miliardi di euro di fatturato e conta oltre 24.000 addetti diretti. Il ritorno verso la piena saturazione di Almussafes rappresenta quindi un passaggio industriale che riguarda non soltanto Ford e Geely, ma l’intera filiera valenciana.

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