Gioco online, stop ai vantaggi fiscali per le sponsorizzazioni dei portali news di scommesse

Il governo, nell’ultimo decreto accise, ha stabilito che le spese per le sponsorizzazioni non sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap

Tra l’annuncio e l’attuazione c’è stata di mezzo la pausa estiva. Parliamo dello stop alle agevolazioni fiscali per i siti di scommesse che sponsorizzano i loro portali news. Che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva annunciato più volte – l’ultima a inizio agosto – e che il titolare del Mef ha reso operativa mercoledì scorso, inserendo la misura nel decreto carburanti.

Il governo, nel decreto 153/2026, ha stabilito che le spese per le sponsorizzazioni (o analoghe tipologie contrattuali) non sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Inoltre, le somme versate dai concessionari del gioco al Fondo per la tutela e il contrasto della ludopatia dei giocatori (fino a 1 milione l’anno) diventeranno spese di rappresentanza e, quindi, saranno deducibili nella misura minima stabilita dal Testo unico delle imposte sui redditi (per ricavi e altri proventi fino a 10 milioni è all’1,5%).

Su entrambi i fronti, però, la relazione tecnica del decreto non si sbilancia in merito al gettito atteso, assegnando effetti finanziari positivi potenziali ma prudenzialmente non stimati ex ante: le eventuali maggiori entrate, comunque, saranno utilizzate per incrementare ulteriormente il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

Il tema è molto “caldo” da mesi in ambienti politici e non solo. Tutto gira intorno al decreto Dignità, ormai in vigore dal 2018, che ha introdotto una stretta sulla pubblicità dei siti di scommesse, anche «in forma indiretta». Quest’ultima formula ha lasciato diverse zone d’ombra, ad esempio proprio tramite i portali di informazione sportiva legati ai siti di scommesse.

Durante il percorso parlamentare dell’ultima legge di Bilancio, il senatore di Forza Italia e presidente della Lazio Claudio Lotito ha chiesto attraverso un emendamento di cancellare quella dicitura. Il correttivo non è passato e, meno di un anno dopo, è arrivata una misura che va nel senso opposto da parte del Mef.

Il tema, tra l’altro, è centrale anche per la Figc, con il nuovo presidente Giovanni Malagò che ha più volte ribadito la necessità di cercare delle alternative alla legislazione attuale perché fuori dall’Italia le società di betting possono direttamente essere sponsor.

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