
Protocollo tra Procura di Messina, Gdf e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Procuratore D’Amato: «Mafia minaccia in un territorio strategico»
Che cosa c’è dietro l’accordo sul gioco online sottoscritto lunedì 3 agosto tra Procura di Messina, Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli? Ci sono innanzitutto dei dati e delle ipotesi, intorno ad un territorio di crescente interesse investigativo.
Le ultime analisi sul gioco d’azzardo collocano la città dello Stretto tra i primi posti in Italia per spesa pro capite sulle piattaforme di scommesse, casinò virtuali, lotterie digitali. Ottava, stando all’ultima edizione del “Libro nero del gioco d’azzardo” (promosso da Federconsumatori e Cgil): 4.488 euro a persona nel 2025, a fronte di una media nazionale di circa 3mila euro e di 2.365 solo online. In una proiezione tra gioco lecito e illecito, la provincia schizza al primo posto. Restringendo poi l’obiettivo ai singoli comuni, quello di Patti, terra d’origine tra l’altro del faccendiere Michele Sindona regista del crac del Banco Ambrosiano, è il primo in tutto il Paese- con circa 7mila euro di spesa a persona – tra i centri con meno di 10mila abitanti.
Tutto lecito fin qui, in un quadro di costante crescita del gioco, soprattutto al Sud. Ma i dati sul messinese assumono tutt’altro peso affiancati ai redditi della popolazione. Bassi guadagni, alti investimenti sulle puntate online. Una sproporzione che alimenta un dubbio, divenuto un fronte investigativo: il sospetto che anche attraverso i canali del gioco online le famiglie mafiose della zona riciclino i sempre maggiori proventi dello spaccio di droga. Non più solo in transito tra Scilla e Cariddi verso lo Stivale e oltre. Ma destinata a restare qui, venduta in piazze di spaccio, consegnata dai droni anche in carcere, insieme alle armi, come di recente scoperto.
Per dirla con un investigatore, è una fase di «forte dinamismo»: famiglie mafiose che operano in un’area tra Sicilia e Calabria – «sottovalutata a livello centrale», ripetono in tanti – che a lungo hanno beneficiato dell’ombra proiettata dalla fortissima attenzione sulla Cosa Nostra palermitana. Ma questo è un momento di grandi investimenti in opere pubbliche in questa provincia e di dibattito intorno alle prospettive per il Ponte sullo Stretto. Così anche l’accordo sul gioco online – attuazione di un protocollo quadro stipulato a livello centrale tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane – oltre a permettere «di incrementare lo sviluppo di analisi di rischio calibrate sul contesto territoriale e di potenziare — attraverso lo scambio di informazioni e controlli — l’azione di prevenzione e contrasto degli illeciti», scrivono in una nota congiunta, assume un ulteriore peso.
«Uno dei tasselli investigativi in atto seguendo il flusso dei soldi – riflette con IlSole 24ore il Procuratore di Messina, Antonio D’Amato – nel contrasto ad una mafia che in questa zona e in questa precisa fase storica costituisce una minaccia quanto mai seria. A tutela della comunità, dell’economia sana e dello sviluppo di un territorio strategico per il Paese».
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