Giorgetti: «Spero per l’Italia deficit sotto il 3%. Extraprofitti, il consenso si allargherà»

Il ministro dell’Economia prudente sui nuovi dati attesi il 22 settembre. Bollo auto, monito a Bruxelles: «I risparmi Pnrr l’Italia li usa come crede»

«Non sono fiducioso, sono speranzoso per l’Italia e per la Repubblica italiana». Da Dublino, a margine dell’Eurogruppo, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riflette sulla possibile uscita dell’Italia dalla procedura Ue per disavanzo eccessivo, appesa alla revisione del deficit 2025 attesa il 22 settembre. «Non è una decisione che prendiamo noi: è una decisione che prende l’Istat», ha sottolineato citando l’allenatore Boskov: «Il rigore è quando l’arbitro fischia».

All’ordine del giorno dell’Ecofin informale di oggi i Ventisette hanno l’eventuale tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, che l’Italia aveva sollecitato a livello europeo in una lettera firmata assieme ad altri cinque Paesi. Giorgetti si è detto sicuro che il consenso intorno alla proposta «si allargherà», anche se il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha ribadito che la materia è «nelle mani degli Stati membri: possono decidere di tassarli. Se necessario, siamo pronti a discuterne e aiutarli» a disegnare misure ad hoc, ma in questa fase non prevediamo una proposta a livello Ue».

Intervenendo in videocollegamento ai Portofino Talks Giorgetti ha riferito che nel suo intervento all’Eurogruppo ha richiamato tutti sul tema dell’energia, «che considero una autentica emergenza» sia sotto il profilo economico sia nella possibilità di competizione. «L’Italia è un Paese manifatturiero, [...]

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