Giovani italiani: il 95,6% si sente in salute ma nell’Ue un under 30 su due muore per incidente o autolesionismo

Nel 2025 il 17,2% riferisce anche una malattia o un problema di salute di lunga durata, l’eccezione italiana sul benessere tra i ceti meno abbienti

Il 95,6% dei giovani italiani dice di stare bene. Ma la fotografia europea ha un risvolto meno rassicurante: nel 2023 quasi una morte su due tra i 15 e i 29 anni nell’Ue è stata causata da incidenti o atti autolesivi intenzionali. Sono numeri riferiti all’intera Unione, non solo all’Italia, ma mettono in guardia da un equivoco: la salute dichiarata nei questionari non esaurisce i rischi che minacciano gli under 30.

La manovra 2027 prevede un voucher per gli over 75 per spese sanitarie non coperte dal Servizio sanitario nazionale, ma mentre l’Italia cerca risposte per una popolazione che invecchia, quali rischi gravano sui giovani?

La nuova fotografia Eurostat sui 16-29enni del 2025 appena pubblicata, pone gli italiani tra quelli che più si sentono in salute. Ma il quadro cambia guardando a malattie croniche, reddito, limitazioni quotidiane e cause di morte: sentirsi bene significa anche riuscire a curarsi?

Nel 2023, tra i 15 e i 29 anni, incidenti e atti autolesivi intenzionali hanno rappresentato il 48,3% dei decessi nell’UE. Quasi uno su due dipende dunque da cause esterne, mentre tra gli adulti più anziani prevalgono tumori e malattie cardiovascolari.

Gli atti autolesivi intenzionali, categoria statistica che comprende i suicidi, hanno provocato 4.842 morti tra i giovani europei nel 2023: quasi un decesso su cinque e seconda causa di morte dopo gli incidenti. Nei gruppi d’età fra 15 e 29 anni i tassi maschili risultano da 1,7 a 3,8 volte quelli femminili. Sono numeri che spingono a investire in prevenzione degli incidenti, ascolto psicologico e intervento tempestivo, senza confondere salute percepita e rischi effettivi. Nel 2014 Eurostat contava 5.815 decessi per autolesionismo intenzionale: il numero è diminuito, ma resta un segnale importante per la sanità pubblica.

In Italia il 95,6% dei 16-29enni giudica buona o molto buona la propria salute, contro l’89,7% nell’UE: quarto posto dopo Romania (98,2%), Grecia (98,1%) e Croazia (95,9%). Seguono Slovacchia e Bulgaria. In fondo alla graduatoria Svezia (74,4%), Paesi Bassi (79,8%) e Finlandia (81,4%): oltre venti punti separano Italia e Svezia, ma non dimostrano che i nostri giovani siano clinicamente più sani. In 14 Stati su 27 la quota supera il 90%: una mappa della percezione, non una classifica della qualità dei servizi sanitari.

L’indicatore Eurostat è la salute percepita: il giudizio personale sul benessere fisico e psicologico, influenzato da cultura, aspettative e disponibilità a riconoscere o dichiarare un disturbo. In Europa quasi nove giovani su dieci si sentono bene, contro il 67,9% dell’intera popolazione dai 16 [...]

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