Gli antenati dell’occupante

Fra il 1941 e il 1944 italiani, tedeschi e bulgari non si divisero soltanto la Grecia. Cercarono di spartirsi anche il suo passato. Un convegno ad Atene riapre gli archivi dell’archeologia in guerra.

Il 27 aprile 1941 i soldati tedeschi issarono la svastica sull’Acropoli. L’immagine era fin troppo perfetta: il Reich sopra il Partenone. La Germania occupava il monumento che l’Europa aveva scelto come proprio certificato di nascita. Per il nazionalsocialismo la Grecia antica era un’eredità da requisire.

Hitler in persona aveva sistemato la genealogia. Una sera del ‘42 Heinrich Heim, il giurista che annotava le conversazioni private del Führer, trascrisse queste parole: «Quando ci chiedono chi siano i nostri antenati, dobbiamo sempre indicare i Greci». Con una frase, gli Elleni venivano arruolati nei ranghi degli improbabili antenati nordici dei tedeschi.

Questa contraddizione è al centro del convegno Archaeology and Occupation. Greece 1941–1944, organizzato ad Atene dal 15 al 17 ottobre dalla Fondazione nazionale ellenica per la ricerca, dalla Scuola Archeologica Italiana e dall’Istituto Archeologico Germanico. Non una contabilità dei torti nazionali – gli archivi balcanici sono già ben forniti –  ma un’indagine su scavi, musei e istituzioni durante le occupazioni italiana, tedesca e bulgara. Anche l’archeologia era finita in prima linea. Gli invasori non si spartirono soltanto il territorio: cercarono nel passato i titoli di proprietà.

La Grecia fu separata in tre zone, ma le ideologie attraversano i confini senza lasciapassare. I tedeschi si proclamavano custodi dell’eredità ellenica mentre confiscavano il Paese, affamavano la popolazione e annientavano le comunità ebraiche. Walther Wrede, direttore dell’Istituto Germanico, era anche a capo del partito nazista in Grecia. Scavi, tutela e propaganda viaggiavano nello stesso convoglio: la cultura non disarmava il potere, ma gli forniva le armi del vocabolario.

In fatto di archeologia coloniale, l’Italia era arrivata prima. Nel Dodecaneso archeologia e restauro avevano accompagnato l’occupazione fin dal 1912. Il 28 ottobre 1940 l’Italia invase la Grecia dall’Albania. Dopo i primi rovesci, il 18 novembre Mussolini promise: «Spezzeremo le reni alla Grecia». Il filmato dell’Istituto Luce conserva voce e applausi; la campagna militare mise in scena le parole del Duce, [...]

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