Gli artigiani del tessile conquistano i premi Maestro d’Eccellenza di Lvmh

Dei nove finalisti del riconoscimento, giunto alla quarta edizione, cinque appartengono al mondo dei tessuti, un segnale eloquente della sua vitalità e della sua propensione al futuro

La parola più ricorrente è stata “emozione”: ce n’era tanta, nei discorsi riconoscenti dei maestri artigiani che si sono incontrati ieri all’hotel Bulgari di Roma per l’assegnazione del Premio Maestri d’Eccellenza, organizzato dalla divisione Mestieri d’Eccellenza di Lvmh, insieme a Confartigianato Imprese, Camera Nazionale della Moda Italiana e Fondazione Bulgari, giunto alla quarta edizione.

In questi anni sono stati oltre mille gli artigiani italiani ad aver presentato i loro progetti e le loro storie alla giuria del premio, che punta non solo a sostenere il lavoro dei vincitori (con 10mila euro e un ricco programma di mentoring offerto da Bulgari), ma anche a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla centralità culturale ed economica dei mestieri artigiani e sulla loro peculiare capacità di unire la storia e la tradizione con la ricerca e la sperimentazione.

Un tratto che in questa edizione è stato sottolineato dal patrocinio del ministero della Cultura, dal supporto del ministero per gli Affari Esteri e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il ministro Adolfo Urso a prendere parte all’evento: «Da codice doganale, il made in Italy è giunto a indicare la cultura del prodotto – ha detto -. L’export, fondato sulle nostre eccellenza artigiane, è il traino della nostra economia», ha proseguito, sottolineando gli interventi del governo per supportare le pmi d’eccellenza, come il recente decreto attuativo che destina 100 milioni di euro al sostegno e al rilancio della filiera della moda, del tessile e degli accessori, in attuazione dell’articolo 3 della Legge annuale sulle Pmi.

«Trasmettere non vuol dire cristallizzare – ha sottolineato Laura Burdese, ceo Bulgari -. La nostra responsabilità è quella di creare spazio per i giovani e in generale tutti coloro che possano imparare dai maestri, ma nello stesso tempo apportare la propria visione e il senso del futuro». «In Italia il brand e la sua filiera sono un’unica cosa – ha aggiunto Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana -. La moda contemporanea oggi più che mai affonda le sue radici nell’artigianato d’eccellenza».

Ad aggiudicarsi il premio Maestro Artigiano d’Eccellenza 2026 è stato Carlo Colombo, della Tessitura la Colombina di Badoere di Morgano, in provincia di Treviso, azienda tramandata da quattro generazioni, nata nel 1895 come filanda di seta e che nel 1948 ha introdotto il telaio a mano, per poi aprirsi alla produzione di accessori e maglieria. Colombo, che guida l’azienda con il fratello Mario, ha sottolineato come la sua formazione da architetto lo abbia supportato nel plasmare la direzione creativa della tessitura, ribadendo l’importanza di restare aperti al presente e propensi al futuro, anche attraverso il coinvolgimento di studenti delle scuole e degli istituti di alta formazione che frequentano il suo laboratorio.

Dei nove finalisti per le tre categorie, ben cinque provengono dall’universo tessile, un segnale eloquente del rinnovato interesse anche delle giovani generazioni per questo genere di attività e di cultura del prodotto: oltre a Colombo, sono giunti alle fasi finali della selezione anche Elena Ciarrocchi ricamatrice specializzata nel ricamo in oro, che lavora principalmente nell’ambito dei paramenti sacri, ma non solo; Mirei Monticelli, alla quale è stato assegnato il premio Maestro dell’Innovazione dl’Eccellenza, di origini filippine e che lavora in collaborazione con una comunità locale di tessitrici la fibra di banaca, derivata dall’abaca.

Ancora, Karin Monica, che a Brescello con il feltro realizzato a mano con acqua e sapone realizza copricapi e sculture uniche, e Graziella Carta, che con il suo Studio Pratha rilegge la tradizione tessile sarda attingendo alla fiber art e al linguaggio del Bauhaus, collaborando anche lei con delle tessitrici basate nel borgo di Sarule, in provincia di Nuoro. Custodi che tramandano e innovano.

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