
Dall’inizio dell’anno 2.076 roghi. In cenere 1.200 chilometri quadrati, poco meno del territorio comunale di Roma Capitale
Cresce la superficie bruciata a causa degli incendi. E il 2026 in Italia si rivela particolarmente critico, con valori di superficie complessiva bruciata tra i più alti degli ultimi anni. Dal 1 gennaio al 15 settembre 2026, sono stati registrati 2.076 grandi incendi boschivi, per una superficie totale bruciata pari a più di 1200 chilometri quadrati, poco meno del territorio comunale di Roma Capitale.
Le stime, che arrivano dall’aggiornamento dei dati dell’Ispra sugli incendi, evidenziano che le aree boschive percorse da incendio corrispondono a quasi 200 chilometri quadrati (il 16% della superficie totale percorsa da incendi). In particolare, stati colpiti 78 chilometri quadrati di boschi di querce e boschi misti, 65 di macchia alta, boschi di leccio e sughera, 44 di foreste di conifere sempreverdi, 0.26 di lariceti e 11 di superfici arboree non classificate.
Al 15 settembre 2026 risultano grandi incendi boschivi in tutte le regioni italiane. La Sicilia è il contesto geografico più colpito, contribuendo al 55% delle aree totali bruciate a scala nazionale. Calabria e Puglia rappresentano entrambe un valore intorno al 10%. Per il nord Italia la regione più colpita risulta il Piemonte (4%) e per il centro l’Abruzzo (4%).
Anche per il 2026, la provincia di Agrigento risulta essere quella maggiormente colpita da incendi, con una superficie totale bruciata pari a 222 chilometri quadrati e una porzione forestale coinvolta di circa 15 chilometri quadrati.
«Oggi disponiamo di dati e conoscenze che ci consentono di comprendere meglio la portata degli incendi boschivi, i danni che provocano e gli impatti sugli ecosistemi, sulla biodiversità e sul territorio – dice Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa -. Sappiamo con che cosa dobbiamo confrontarci e [...]
Articolo precedente
Moda: morto l’imprenditore Giuseppe Angiolini, creò Sugar

