Google: 1,3 milioni per formare 2.500 professionisti dell’industria creativa in Italia

L’azienda, insieme al Fondo per la Repubblica Digitale, promuove una serie di iniziative per riqualificare il settore di fronte alle sfide dell’AI

L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’industria creativa è uno dei grandi temi di dibattito di questo Festival del Cinema di Venezia e Google ha scelto questo palcoscenico per annunciare un finanziamento dedicato soprattutto alla formazione e alla riconversione delle competenze in questo ambito.

L’azienda, attraverso il suo braccio filantropico Google.org, ha comunicato un finanziamento da un milione di dollari al Fondo per la Repubblica Digitale (FRD), integrato da un cofinanziamento diretto fino a 500mila euro da parte dello stesso Fondo, per un totale di 1,3 milioni di euro. L’obiettivo è riqualificare 2.500 professionisti a rischio di esclusione digitale nei settori del cinema e dell’audiovisivo, della musica e dell’informazione.

Durante la presentazione, Melissa Ferretti Peretti, Country Manager per l’Italia di Google, ha sottolineato il legame storico tra cinema e innovazione: «C’è sempre stata una relazione tra cinema e innovazione. Il colore, il sonoro, gli effetti speciali. Il ruolo della tecnologia continua a essere quello di mettersi al servizio del talento umano e della creatività. L’AI è un insieme di algoritmi, ma non ha la storia, non ha le emozioni: quelle saranno sempre decisioni umane non demandabili».

Sul rapporto con il mondo creativo, Ferretti Peretti ha aggiunto: «Google non crede nella tecnologia calata dall’alto e infatti non sviluppiamo strumenti senza la comunità creativa, ma li sviluppiamo con la comunità creativa, come è successo ad esempio per Veo, in campo video, sviluppato con più di 100 artisti. Piuttosto c’è da chiedersi quali competenze sono necessarie per cavalcare questo cambiamento».

Si arriva così al nocciolo della questione, l’impatto sul lavoro. «Circa la metà dei lavori di oggi non esisteva nel 1945. Nella stragrande maggioranza dei casi il lavoro si è trasformato, non perso. È logico però che questa trasformazione avvenga con una velocità e una potenza diverse dal passato, quindi bisogna concentrarsi sulle competenze» sottolinea la manager.

Il sistema produttivo culturale e creativo italiano genera oltre 112 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega 1,5 milioni di persone in quasi 289mila imprese, in larga parte di piccole dimensioni. Secondo uno studio di Public First commissionato da Google per l’Italia, l’introduzione dell’AI potrebbe tradursi in 3,3 miliardi di euro di valore aggiunto aggiuntivo per il comparto e in un incremento complessivo fino a 11 miliardi di euro di Pil addizionale per il Sistema-Paese entro il 2035.

La sfida è soprattutto quella delle competenze. «Ci impegniamo come Fondo affinché questa rivoluzione vada davvero a beneficio delle persone e amplifichi i talenti», ha spiegato Martina Lascialfari, direttrice generale del Fondo per la Repubblica Digitale, sottolineando come la missione dell’ente sia proprio quella di intervenire sulla formazione e sul reskilling.

Il Fondo, nato nel 2022 con una dotazione complessiva di circa 220 milioni di euro, lancerà entro la metà di ottobre una call rivolta alle organizzazioni del Terzo settore. Saranno selezionate da due a quattro realtà non profit, tra associazioni, fondazioni ed enti del Terzo settore, che avranno il compito di coinvolgere i professionisti e accompagnarli nel percorso di formazione.

Il programma prevede due livelli: un primo modulo di alfabetizzazione di base sull’intelligenza artificiale e una seconda fase con workshop pratici e verticali dedicati ai diversi comparti, dall’audiovisivo all’editoria fino alla musica. L’erogazione dei corsi sul territorio è prevista a partire dalla metà del 2027.

La necessità di intervenire rapidamente è stata sottolineata anche da Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le attività culturali del Ministero della Cultura. «È un tema cruciale che affrontiamo come una sfida contro il tempo. È fondamentale fare rete tra pubblico e privato», ha detto Osanna, sottolineando l’importanza della formazione non soltanto per i giovani, ma anche per dirigenti e funzionari del ministero, chiamati ad affrontare la trasformazione prodotta dall’intelligenza artificiale.

L’iniziativa sarà affiancata da un Comitato strategico composto da rappresentanti del mondo della cultura, dell’editoria, della musica, dell’audiovisivo e della radiotelevisione con rappresentanti di Fondazione Milano Scuole Civiche, Fieg, Confindustria Radio TV, SIAE, Ministero della Cultura, Rai Cinema e Unione Editori e Creators Digitali di ANICA.

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