Le offerte di aiuto di India e Cina incontrano l’apertura di Putin; intanto si valutano sedi per i prossimi negoziati. Mosca colpisce stazione di servizio al confine con la Polonia
Il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il presidente cinese, Xi Jinping, si sono offerti di contribuire a trovare una soluzione in Ucraina, durante i colloqui con il presidente russo, Vladimir Putin, a margine del vertice Brics a Nuova Delhi, in India. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riportano i media russi. “Durante i colloqui bilaterali, Modi e Xi hanno posto domande dettagliate su una soluzione in Ucraina e hanno offerto attivamente i loro buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione. Putin ha accolto con favore la loro disponibilità ad aiutare e ha fornito un resoconto dettagliato della situazione” ha aggiunto Peskov.
Intanto Mosca auspica un nuovo ciclo di colloqui trilaterali tra tra Russia, Stati Uniti e Ucraina in un prossimo futuro, secondo quanto ha dichiarato al quotidiano Izvestia Peskovma mentre l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, ha affermato che il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo per porre fine alla guerra rimane il rifiuto dell’Ucraina di cedere i territori rivendicati da Vladimir Putin, secondo la Pravda ucraina.
La Turchia e altri Paesi, tra cui gli Emirati Arabi, si sono offerti di ospitare un nuovo incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina e non è ancora noto chi ospiterà la delegazione russa: lo ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo Vladimir Putin, riferisce Interfax. “Abu Dhabi è stata presa in considerazione come opzione. Ne abbiamo altre: la parte turca offre la propria disponibilità, così come altri Paesi”, ha detto Ushakov a Channel One ripreso da Interfax. Rispondendo a una domanda su quale sede la Russia preferirebbe, ha affermato: “Abu Dhabi è un luogo piuttosto adatto per i colloqui”. Allo stesso tempo, non è ancora noto chi guiderà la delegazione russa. “Non lo so ancora. Sarà il presidente a deciderlo”, ha precisato Ushakov.
Una stazione di servizio a Yahodyn, vicino al confine tra Ucraina e Polonia, è stata colpita durante un massiccio attacco di droni contro l’Ucraina provocando un vasto incendio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Andriy Sybiha, su X mentre NextaTv pubblica le immagini precisando che nei pressi del valico di frontiera sono in fiamme una stazione di servizio e alcuni camion. “Questo è il terrore di Putin, che sta bussando direttamente alle porte dell’Ue e della Nato. I barbari russi sono già alle vostre porte, cari partner”, scrive Sibiha.
In questo contesto, il diplomatico ha nuovamente esortato il mondo a non indugiare e a fermare la Russia prima che sia troppo tardi. “Agite subito: scagliate tutto il peso delle vostre sanzioni contro il regime aggressivo di Putin. Fate in modo che Mosca ne paghi le conseguenze. Non mezze misure, ma passi decisi e intransigenti. Embargo commerciale totale. Divieti d’ingresso assoluti. Sanzioni complete contro il complesso militare-industriale”, scrive il ministro su X. “Putin deve capire che la sua barbarie incontrerà una risposta ferma, capace di rendere il costo della guerra inaccettabile per lui. È l’unico modo per fermarlo”, conclude.
Nella notte droni hanno colpito la zona industriale della città di Nizhnekamsk, nella repubblica russa del Tatarstan, dove si concentrano grandi raffinerie petrolifere russe. Lo riferisce il media indipendente russo ’Astra’ citato da Ukrainian Pravda. Secondo i residenti locali, di notte sono stati uditi dei droni sorvolare la città e subito dopo una serie di esplosioni. Testimoni oculari hanno inoltre riferito dell’impiego di sistemi di difesa aerea russi nell’area del distretto industriale. La città di Nizhnyokamsk si trova a più di 1.200 chilometri dal confine con l’Ucraina.
Sempre nella notte la regione di Khmelnytskyi (Ucraina occidentale) è stata attaccata da droni russi. Lo riferisce l’agenzia ucraina Rbc, citando il capo dell’amministrazione regionale di Khmelnytskyi, Sergei Tyurin. Un incendio è scoppiato nei locali di un’attività commerciale a causa dei detriti di un drone nemico abbattuto. Le forze di difesa aerea sono in stato di allerta. Tyurin ha esortato i residenti a rimanere in zone sicure.

