
L’ambasciata americana a Gerusalemme ha diramato un’allerta ai cittadini Usa in Israele in seguito agli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita. Nella nota viene chiesto agli americani di “mantenere un livello di vigilanza più elevato e di tenere conto di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi”.
L’Egitto ha condannato “con la massima fermezza” gli attacchi a Riad degli Houthi, definendoli una “flagrante violazione” della sicurezza e della stabilità dell’Arabia Saudita e del diritto internazionale. In una dichiarazione, il Ministero degli Esteri egiziano ha affermato che gli attacchi rappresentano una “pericolosa escalation” che potrebbe aumentare le tensioni regionali e destabilizzare ulteriormente la regione. Il Cairo ha dichiarato di “respingere categoricamente” qualsiasi tentativo di minare la sicurezza o la sovranità dell’Arabia Saudita e ha espresso piena solidarietà al regno. Ha inoltre appoggiato qualsiasi misura adottata dall’Arabia Saudita per preservare la propria sicurezza, stabilità e integrità territoriale, aggiungendo che la sicurezza dell’Arabia Saudita e dell’Egitto è “indivisibile”.
La Giordania ha condannato l’attacco missilistico balistico degli Houthi contro Riad, capitale dell’Arabia Saudita. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri giordano ha inoltre condannato quelli che ha definito tentativi da parte degli Houthi di colpire civili e siti civili a Bish, Taif, Farasan e Yanbu. Il ministero ha definito gli attacchi una “violazione flagrante”, mentre il portavoce Fouad al-Majali ha affermato che la Giordania è “assolutamente solidale” con l’Arabia Saudita.
Il presidente Usa, Donald Trump, è tornato alla Casa Bianca dopo avere lasciato con un giorno di anticipo rispetto al previsto la residenza di Camp David, in Maryland, dove si trovava. Lo riferiscono diversi media Usa. The Hill sottolinea che il ritorno anticipato di Trump alla Casa Bianca fa seguito al nuovo allarme di sicurezza emesso dal dipartimento di Stato Usa, che ha raccomandato agli americani presenti in Medioriente di “mantenere la massima vigilanza” e di prepararsi a possibili disagi nei viaggi alla luce dei nuovi attacchi sferrati dagli Houthi, sostenuti dall’Iran, contro l’Arabia Saudita. “Questo conflitto militare ha il potenziale di una rapida escalation”, recita la comunicazione del dipartimento di Stato Usa.
“No, non siamo in guerra. Tanto è vero che la missione europea Aspides è nata e rimane una missione difensiva, che vuole solo garantire il passaggio dei mercantili che transitano dal Mar Rosso e da Bab el-Mandeb proteggendoli da eventuali attacchi degli Houthi. Questo continueremo a far di fronte all’aggravamento della situazione nello stretto, sollecitando l’Unione europea a rinnovarla, perché abbiamo un forte interesse strategico”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della Sera, rispondendo a una domanda posta nel contesto degli attacchi fra Houthi e Arabia Saudita, dopo che un raid ha colpito un caccia italiano in una base aerea saudita. “Il 40% dell’intero traffico marittimo commerciale dell’Italia e il 60% delle merci che esportiamo verso l’Asia passano attraverso il Mar Rosso. Sono mesi che diciamo di rafforzare Aspides, chiedendo agli altri Stati di intervenire al nostro fianco. Lo rifarò la prossima settimana a New York, in margine all’Assemblea generale dell’Onu”, ha aggiunto Tajani.
Il dipartimento di Stato Usa ha diffuso un’allerta di sicurezza rivolta ai cittadini americani in Medioriente o che intendono recarsi nella regione, avvertendo che il conflitto legato all’Iran e agli Houthi dello Yemen “ha il potenziale di avere una rapida escalation”. “A causa delle tensioni in Medioriente, la situazione della sicurezza rimane complessa, con il rischio di un’escalation imprevista”, si legge nella comunicazione del dipartimento di Stato, che aggiunge che “i cittadini statunitensi attualmente presenti in Medioriente devono esercitare la massima vigilanza ed essere consapevoli della possibilità di cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei collegamenti”. “Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno intrapreso ostilità contro l’Arabia Saudita, prendendo di mira anche aeroporti civili. Questo conflitto militare ha il potenziale di avere una rapida escalation”, prosegue la comunicazione, aggiungendo che “i cittadini Usa al di fuori del Medioriente dovrebbero riconsiderare seriamente l’opportunità di recarsi nella regione o di passarci” e “coloro che si recano nella regione o ne provengono dovrebbero monitorare le informazioni relative alle operazioni aeroportuali e delle compagnie aeree”.

