Guerra, ultime notizie. Attacco Houthi allo scalo di Riad: 12 morti e centinaia di feriti

Il Regno unito ha ampliato le proprie raccomandazioni di sicurezza per i cittadini britannici in Arabia saudita, sconsigliando tutti i viaggi non essenziali nelle città di Gedda e Dammam e in quasi tutti gli aeroporti del Paese, dopo la recente ondata di attacchi attribuiti agli Houthi dello Yemen. La decisione, annunciata dal ministero degli Esteri britannico, arriva dopo gli attacchi di sabato e di ieri contro l’aeroporto internazionale di Riad, che hanno provocato 12 morti e oltre 300 feriti.

L’Iran si è detto pronto a favorire un dialogo tra l’Arabia saudita e gli Houthi dello Yemen per trovare una soluzione politica al conflitto, dopo la recente escalation militare culminata negli attacchi contro gli aeroporti sauditi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riferendo di aver discusso ieri della situazione con il suo omologo saudita Faisal bin Farhan. «Sottolineando che le crisi nella regione non hanno una soluzione militare, Araghchi ha espresso la disponibilità dell’Iran a fornire qualsiasi forma di assistenza per avviare un dialogo tra Arabia saudita e Yemen e raggiungere una soluzione politica», si legge in un comunicato pubblicato sul canale Telegram del ministro iraniano.

L’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz fino a quando gli Stati uniti non avranno accettato integralmente il piano in sette punti presentato da Teheran per una soluzione pacifica del conflitto, trasmesso a Washington attraverso la mediazione del Qatar lo scorso settembre. Lo ha dichiarato il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, precisando che le autorità statunitensi hanno già accettato alcune condizioni, ma non hanno fornito risposte soddisfacenti sulle altre.

«Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non saranno soddisfatte le sette condizioni dell’Iran», ha dichiarato.

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha dichiarato di aver abbattuto un drone nella parte orientale del regno, dove le autorità avevano precedentemente segnalato un attacco Houthi all’aeroporto della città di Dammam, sulla costa del Golfo. Un portavoce della coalizione, il generale di divisione Turki al-Malki, ha riferito dell’«intercettazione e distruzione di un drone nella regione orientale» in un post su X.

Riad conferma l’annunciato attacco dei ribelli yemeniti Houthi contro lo scalo di Damman, nell’est del Paese, all’indomani di un precedente attacco. «La valutazione dei danni e la verifica della sicurezza delle strutture aeroportuali sono ancora in corso, in coordinamento con le autorità competenti», si legge in un comunicato.

L’offensiva degli Houthi contro l’Arabia Saudita non si ferma. Dopo la strage di sabato allo scalo di Riad che ha causato 12 morti e centinaia di feriti, i ribelli dello Yemen sono tornati a colpire domenica l’aeroporto King Khalid International infiammando la tensione in Medio Oriente e scatenando la condanna internazionale. Gli Stati Uniti restano per ora alla finestra. Donald Trump ha definito l’attacco “inaccettabile” e non ha escluso che Washington possa scendere in campo a fianco dell’Arabia Saudita.

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