Otto persone sono morte e oltre 60 risultano disperse in seguito al crollo di un edificio di sei piani nella città di Gaza, riferisce la Protezione civile dell’enclave palestinese. “I corpi di otto martiri, tra cui dei bambini, e 15 feriti sono stati estratti dalle macerie di un edificio residenziale di sei piani crollato nella zona occidentale di Gaza”, ha precisato il portavoce Mahmoud Bassal. “Più di 60 persone risultano ancora disperse sotto le macerie”, ha aggiunto la stessa fonte sottolineando che l’edificio “aveva subito danni strutturali a causa di molteplici attacchi israeliani durante la guerra”. La stragrande maggioranza degli edifici nella Striscia di Gaza è stata distrutta dai bombardamenti israeliani avviati in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 sferrato dal movimento islamista palestinese Hamas dal territorio stesso. La guerra a Gaza ha causato oltre 73.000 morti e 174.000 feriti tra i palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza – sotto l’autorità di Hamas – i cui dati sono ritenuti attendibili dall’Onu.
L’amministrazione Trump sta pianificando di fornire a Israele potenti bombe da 900 kg nell’ambito di un prossimo accordo per la fornitura di armi. Il pacchetto, del valore di 2,8 miliardi di dollari, include 40.000 bombe, di cui 20.000 Mk84 e 20.000 BLU-117. Lo hanno rivelato due funzionari statunitensi e una persona a conoscenza del piano, che hanno parlato martedì a condizione di anonimato per discutere del pacchetto, che non è ancora definitivo. Tali armi hanno suscitato tali preoccupazioni circa la possibilità di un elevato numero di vittime a Gaza che l’amministrazione Biden ne ha sospeso la fornitura due anni fa. Il Congresso è stato informalmente informato dell’accordo in corso.
La Camera a maggioranza repubblicana ha approvato un provvedimento che impone a Donald Trump di mettere fine alla guerra in Iran o richiedere l’autorizzazione del Congresso. E’ la terza volta che la Camera chiede al presidente Usa lo stop della guerra con misure simboliche. Sette deputati hanno votato coi democratici sull risoluzione, approvata con 220 voti a favore e 204 contro. L’approvazione arriva a 49 giorni dalle elezioni di metà mandato. Non è chiaro se il Seanto valuterà la misura prima di novembre. Una risoluzione simile era stata approvata dalla Camera in luglio ma non è ancora stata presa in considerazione dal Senato.
L’Arabia Saudita ha dichiarato che un drone lanciato dagli Houthi verso la Mecca è stato intercettato e distrutto. Il portavoce della coalizione a guida saudita che combatte i ribelli filo-iraniani in Yemen Turki al-Maliki, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che le Forze di difesa aerea reali saudite hanno intercettato il drone ostile prima che entrasse nello spazio aereo martedì sera. Al-Maliki ha condannato l’incidente definendolo un tentativo di spaventare i fedeli e danneggiare i civili, avvertendo che la sicurezza delle due moschee sacre e dei pellegrini è una “linea rossa”. Il portavoce ha descritto l’incidente come il secondo tentativo degli Houthi di colpire La Mecca, dopo quello che la coalizione ha definito il lancio di un missile balistico nel luglio 2017. “Le affermazioni sull’attacco alla Mecca sono una menzogna trita e ritrita, già usata in passato e che non inganna più nessuno”, ha commentato su X n esponente di spicco degli Houthi, Hazm al-Assad.
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