Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz – che ieri Trump diceva di aver sminato per intero e di controllare al 100% – è sceso a soli sei transiti nella giornata di lunedì, rispetto a una media degli ultimi dieci giorni di circa 11 navi, secondo i dati del settore navale. Il calo avviene mentre si affievoliscono le speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.
Secondo i dati di Kpler, riportati da Reuters aggiornati nella notte di martedì, quattro navi cargo hanno attraversato lo stretto in entrata, tra cui due petroliere per prodotti raffinati vuote. Altre due imbarcazioni hanno invece lasciato lo stretto: una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto (GPL) e un’altra che trasportava combustibili residui.
Prima della guerra, transitavano abitualmente attraverso lo stretto tra 130 e 140 navi al giorno.
Lunedì, inoltre, 25 navi hanno attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb, nel Mar Rosso, un dato sostanzialmente invariato rispetto alla media degli ultimi dieci giorni di quasi 24 navi, sempre secondo Kpler.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha liquidato con sarcasmo le richieste dell’Iran affinché Washington risarcisca i danni causati da cinque mesi di guerra. Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha ribadito lunedì che la riapertura dello Stretto di Hormuz è subordinata al pagamento di risarcimenti da parte degli Stati Uniti e ad altre concessioni.
Trump ha risposto sui social media affermando che è invece l’Iran a dover risarcire gli Stati Uniti per le centinaia di soldati americani uccisi o feriti nel corso di diversi decenni da milizie sostenute da Teheran, inclusi oltre 600 militari statunitensi morti in Iraq tra il 2003 e il 2011.
Nello specifico, le richieste iraniane sono le seguenti: la fine del blocco dei porti iraniani, la revoca delle sanzioni economiche, lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero e un risarcimento per i danni causati dalla guerra.
«Spetta agli Stati Uniti fermare e riparare le proprie azioni illegali e distruttive», ha dichiarato Baghaei.
Trump ha replicato affermando di pretendere a sua volta un risarcimento da parte dell’Iran: «Per tutte le persone che hanno ucciso e gravemente ferito con ordigni esplosivi e in numerosi conflitti».
Il governo statunitense attribuisce a gruppi sostenuti dall’Iran la morte e il ferimento di centinaia di cittadini americani nel corso degli ultimi decenni. Tra questi episodi figurano: l’attentato del 1983 contro una caserma dei Marines a Beirut, nel quale morirono 241 militari statunitensi; la morte di almeno 603 soldati americani in Iraq tra il 2003 e il 2011.
Trump ha poi dichiarato di voler chiedere all’Iran un risarcimento a favore delle famiglie dei manifestanti iraniani uccisi.
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