“Sono molto lieto di vedere che l’Arabia Saudita, la Turchia e il Pakistan hanno recentemente – e finalmente – firmato l’Accordo di difesa congiunta della Mecca”. Lo ha scritto Donald Trump sul suo social Truth. “Ciò dimostra come il Medio Oriente si stia unendo e come i Paesi saranno finalmente in grado di difendersi in modo più efficace. Congratulazioni alla grande leadership delle tre nazioni citate. È UN PRIMO PASSO IMPORTANTE, CORAGGIOSO E SIGNIFICATIVO: WOW!”, ha concluso il presidente Usa.
L’inviato statunitense Jared Kushner incontra oggi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo una serie di colloqui con i leader di Hamas in Egitto, mirati a rilanciare il piano di pace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti e finora respinto da Israele. L’incontro arriva due settimane dopo che Hamas ha approvato l’ultima fase del piano promosso da Trump, che Netanyahu continua a rifiutare, ribadendo che qualsiasi accordo deve garantire il “reale disarmo” del gruppo. Hamas ha dichiarato di aver chiesto ai mediatori e al cosiddetto Consiglio per la Pace dell’amministrazione Trump di “costringere” Israele ad “approvare la tabella di marcia” e “iniziare a stabilire un calendario per la sua attuazione”. Tra i membri del Consiglio per la Pace anche l’ex primo ministro britannico Tony Blair. Hanno partecipato anche Qatar e Turchia, mediatori chiave insieme all’Egitto.
Scade oggi la tregua Usa-Iran dell’accordo di Islamabad, e il braccio di ferro su Hormuz continua. Il presidente americano Trump, a proposito dello stretto, ha dichiarato: «Lo dichiarerò territorio Usa». Dura la risposta di Teheran: «Non basta un tweet», e gli ayatollah impongono una taglia per chi cattura o uccide soldati americani.

