“Nessuno ha offerto alla Repubblica Islamica dell’Iran un’opportunità migliore della mia per raggiungere un accordo. Tragicamente per loro, non l’hanno colta. Pertanto, oggi annuncio l’operazione economica più devastante mai intrapresa contro un Paese! Si tratterà di una guerra economica e di un isolamento senza precedenti”. Sono queste le parole del presidente americano Donald Trump su Truth, con cui ha annunciato che “qualsiasi Paese consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, aeroporti o enti governativi di offrire all’Iran un’ancora di salvezza dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende”.
Trump ha poi aggiunto: “Contrabbando di petrolio, trasferimenti di denaro, uffici di cambio, registri navali, società di facciata: tutto questo deve cessare ora. Sapete bene chi siete. Sarà un D-Day economico e abbiamo bisogno che tutti i nostri alleati si schierino al fianco degli Stati Uniti per isolare e sconfiggere la minaccia rappresentata dall’Iran. Questi fanatici sono alle corde; queste misure storiche li metteranno in ginocchio, paralizzando la loro capacità di diffondere il terrore nel mondo. l’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.
Nel corso della tappa a Genova del suo tour per le coste italiane, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta, ha dichiarato: “Penso che tutti sappiamo che la situazione si risolverà”, in riferimento allo Stretto di Hormuz. “Certo, la situazione è molto complicata”, ha proseguito, spiegando che “il presidente voleva sbarazzarsi di un regime orribile che non permette alle persone di protestare”. “Da giornalisti, – ha continuato Fertitta – avete letto le storie di giovani come il lottatore o la giovane atleta che sono stati giustiziati”. Ha affermato l’ambasciatore “Rispetto Donald Trump e apprezzo la sua leadership nell’aver detto che dobbiamo sbarazzarci di questo regime, e lo sostengo al 100%”.
Secondo Axios, l’esercito americano “ha silenziosamente istituito un corridoio di navigazione in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz per trasportare milioni di barili di petrolio ogni giorno”. Due funzionari hanno parlato ad Axios di “un successo notevole, nonostante la guerra nel suo complesso rimanga in una fase di stallo”, dicendo che “Nell’ambito dell’operazione, in corso da diverse settimane, 15-20 petroliere entrano ed escono dallo stretto ogni notte attraverso un canale meridionale lungo la costa dell’Oman”. “Circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno, circa la metà del volume prebellico, vengono trasportati fuori dallo stretto e immessi nel mercato energetico globale”, hanno affermato i funzionari. Riporta Axios, che “L’operazione guidata dagli Stati Uniti sta mitigando uno degli aspetti più dolorosi della guerra: l’interruzione delle forniture di petrolio che ha fatto impennare i prezzi del greggio”. Sebbene la quantità di petrolio che esce dallo stretto sia ancora inferiore ai livelli prebellici, secondo i funzionari citati da Axios sta avendo un impatto tangibile sulle forniture globali. “L’esercito statunitense sta aiutando le petroliere vuote a entrare nel Golfo dal Mar Arabico attraverso lo stretto, a caricare petrolio dai paesi della regione e poi a uscirne”. Secondo quanto rivelato, gli americani controllano il corridoio meridionale dello Stretto di Hormuz da due mesi. “Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche può essere un problema, ma non controlla lo stretto. Lo controlliamo noi”, hanno concluso i funzionari.
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