Halloween, dal Garante privacy i consigli per contrastare truffe e furto dei dati personali

Dalla condivisione controllata sui social agli accorgimenti per evitare di cadere nella rete dei malintenzionati: cosa fare per proteggersi

Dolcetto o scherzetto? Mancano ormai poche ore ad Halloween e, tra costumi misteriosi, zucche intagliate e cestini colmi di dolci, adulti e bambini si preparano a girovagare per i quartieri e festeggiare fino a tarda notte. La prudenza però, in questi casi, non è mai abbastanza: l’entusiasmo della festa, infatti, potrebbe portare a comportamenti rischiosi e conseguenze poco piacevoli. Ed è proprio per questo che il Garante Privacy ha predisposto un vademecum di suggerimenti per contenere scenari potenzialmente pericolosi e far festa in tranquillità.

Il primo consiglio dell’Authority, forse quello da prendere più in considerazione visti i tempi, è quello di riflettere bene sui contenuti che si sceglie di pubblicare sui social media. Caricare qualsiasi cosa su Instagram o TikTok, senza un minimo di filtro, infatti, potrebbe lasciare campo libero ai malintenzionati che, oltre a visualizzare video e immagini, potrebbero scaricarli. Occhio, ovviamente, anche ai sistemi di intelligenza artificiale: a oggi le funzionalità di alcuni software consentono di catturare il materiale e trattenerlo a lungo, togliendo al legittimo proprietario il controllo sulla sua gestione.

Particolari cautele sono raccomandate, ovviamente, ai genitori: le fotografie dei figli, soprattutto se minorenni, potrebbero rimanere nello spazio digitale per parecchi anni, se non addirittura per sempre, e cancellarli non è così semplice. Meglio, quindi, evitare di postarle o, al limite, limitarne la condivisione ai soli amici.

Non è tutto: pixellare i volti, rendendo irriconoscibile il minore, è una scelta saggia. Basta scaricare un programma gratuito dal web o usare un emoticon. E poi, se nelle immagini o nei filmati, compaiono altri bambini – oltre ai propri figli – è consigliabile, se non quasi necessario, chiedere il consenso a chi esercita la potestà genitoriale prima di diffonderli.

La stessa attenzione va messa anche quando si girano foto di minori nei gruppi di Whatsapp o di Telegram, soprattutto quando non ne si conoscono tutti i membri: impostare la modalità «Visualizza una sola volta» può essere una scelta saggia. Così si possono arginare o bloccare le diffusioni improprie. Perché, una volta inoltrato, il materiale finisce in un tam tam di condivisioni e ripubblicazioni in Rete che può avere effetti poco positivi.

I rischi non diminuiscono quando ci si sposta sulle comunicazioni scritte. Sì, c’entrano anche quegli sms apparentemente innocenti e ironici, pieni di streghe e fantasmi animati.

Il Garante Privacy, su questo [...]

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