Hegseth: «Esecuzione in diretta del terrorista Hasan». Vance: non la guarderò

Bufera sul Pentagono per lo streaming sulla uccisione del detenuto. Il maggiore radicalizzato dall’estremismo islamico, uccise 13 militari a Fort Hood. Il dissenso del vicepresidente JD Vance: se verrà trasmessa non credo che la guarderò

Il plotone d’esecuzione sarà in diretta, la fucilazione trasmessa in streaming. Così ha deciso il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, una scelta che appare inedita nell’era moderna e ha scatenato su Washington bufere di accuse di ricorrere a tortura e metodi tipici di gruppi terroristici o di paesi messi all’indice dalla comunità internazionale.

Davanti al plotone, probabilmente tra i tre e i sette volontari, e sotto gli occhi del mondo il 3 dicembre dovrebbe consumarsi la condanna a morte dell’ex maggiore Nidal Malik Hasan, che radicalizzato dall’estremismo islamico fece strage di commilitoni (13 morti e 32 feriti) nel 2009. L’esecuzione in onda in tempo reale, alle 13 ora locale, avrà luogo nella base militare di Fort Hood in Texas, teatro del massacro.

La scelta-shock ha colto di sorpresa e diviso gli stessi vertici dell’amministrazione. Il vicepresidente JD Vance ha preso le distanze: «Non so se avverrà davvero, ma se sarà trasmessa in streaming non guarderò», ha detto. Il presidente Donald Trump, pur avendo finora approvato le raccomandazioni di Hegseth, durante eventi quotidiani ha taciuto sui piani di livestreaming.

La storia evidenzia quanto sarebbero straordinari, anche in un Paese che mantiene la pena di morte come gli Stati Uniti. L’esecuzione è la prima ordinata dal Pentagono dal 1961, quando una Corte marziale decretò l’impiccagione di un soldato di stanza in Austria per stupro e tentato omicidio di una bambina di undici anni. E l’uso del plotone è il primo dal 1945, quando l’esercito passò per le armi in Francia un disertore della Seconda Guerra Mondiale. Hegseth la vuole trasformare in qualcosa di più: la prima public execution che si ricordi negli annali del Pentagono. Anche per trovare un simile evento da parte di autorità civili bisogna risalire al 1936 e 1937, in Kentucky (20.000 spettatori) e Missouri (500 astanti). Lo streaming, se procederà, promette adesso audience ben più vaste ad un’amministrazione attenta all’impatto mediatico, per quanto controverso.

«Ci assicureremo che la gente sia in grado di guardare», ha detto Hegseth al canale Tv conservatore Real America’s Voice. Ha citato la volontà di inviare un messaggio: «Tutti devono capire che ci sono conseguenze serie per questo tipo di cose». Hegseth, noto per le purghe di generali dissidenti, la promozione dell’«ethos del guerriero» e la difesa di truppe responsabili di crimini di guerra, da sempre sostiene quella che descrive come «l’onesta mentalità» del passato, quando i supplizi in piazza erano all’ordine del giorno.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Le Nazioni Unite, attraverso l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani, hanno definito esecrabile la decisione, «paragonabile a un’esecuzione pubblica e violerebbe l’assoluto divieto di tortura», a punizioni crudeli, disumane e degradanti. Lo shock ha scosso la politica americana fuori dalla Casa Bianca, tra affermazioni che una public execution non ha nulla a che fare con la giustizia e neppure con la pena capitale. Il senatore democratico Chris Murphy del Connecticut ha descritto la scelta come «disgustosa», una pratica «medievale». Ancora, si è chiesto: «Vogliamo imitare Isis?» riferendosi ai terroristi dello Stato Islamico. La collega Patty Murray di Washington State ha denunciato la trasformazione dell’esecuzione in «spettacolo grottesco». Qualche repubblicano ha a sua volta alzato la voce: Thom Tillis della North Carolina ha definito lo streaming «più che ripugnante». L’ex direttore dell’Antiterrorismo di Trump, Joe Kent, una scelta «indegna».

I sostenitori di Hegseth non sono però mancati: per il deputato Andy Ogles del Tennessee è una decisione «eccellente», perchè una «esecuzione pubblica è ciò che questo terrorista merita». Anche se l’amministrazione repubblicana in precedenza ha criticato esecuzioni pubbliche in Iran, paesi che assieme all’Afghanistan le conduce con frequenza.

La saga potrebbe non essere finita. Esperti indicano che le basi legali di una public execution negli Usa sono dubbie. Hasan potrebbe inoltre presentare petizione di habeas corpus con possibili rinvii, anche di anni. Psichiatra militare, nel 2009 Hasan aveva aperto il fuoco in un edificio medico di Fort Hood al grido di «Dio è grande». Al processo si era definito soldato «passato dall’altra parte», pronto al martirio per impedire l’invio di truppe in Afghanistan.

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