“Il nuovo contratto sociale per il Ventunesimo secolo”, come lo ha chiamato il premier, prevede un programma decennale di riforma ma anche modifiche immediate per ridurre il costo della vita. Da domani l’Iva sarà eliminata dalle bollette e l’anno prossimo nessun viaggio in autobus in tutto il Paese costerà più di due sterline
LONDRA – Una nuova economia, una nuova politica, una nuova direzione per il Regno Unito: questa la promessa di Andy Burnham nel suo primo discorso da leader del partito e da premier al congresso del partito laburista oggi.
“Il nuovo contratto sociale per il Ventunesimo secolo”, come lo ha chiamato il premier, prevede un programma decennale di riforma ma anche modifiche immediate per ridurre il costo della vita. Da domani l’Iva sarà eliminata dalle bollette e l’anno prossimo nessun viaggio in autobus in tutto il Paese costerà più di due sterline.
Guardando oltre, la missione delineata da Burnham prevede un’inversione di rotta sulle privatizzazioni che hanno avuto un effetto disastroso, ha detto: “La gente ha perso e gli azionisti si sono arricchiti”. Il sistema idrico verrà riportato sotto il controllo pubblico e verrà creata Great British Grid, una società pubblica che gestirà la rete elettrica per abbassare i prezzi e velocizzare i collegamenti. Gran Bretagna e Italia sono i due Paesi in Europa dove i costi dell’elettricità sono più elevati.
Nel discorso, interrotto da numerose ovazioni in piedi, Burnham si è impegnato a essere onesto con gli elettori e ha ammesso che “il cambiamento sarà difficile.” Data la promessa di mantenere la disciplina fiscale e ridurre il debito pubblico, il premier ha annunciato che a partire dal 2030 finirà il “triplice vincolo” sulle pensioni di Stato. Il sistema in vigore stabilisce che l’aumento annual delle pensioni sia pari al valore più alto tra tre parametri: il tasso di inflazione, la crescita media dei salari o una soglia minima garantita del 2,5%.
Il cosiddetto “triple lock” ha fatto lievitare i costi oltre i 146 miliardi di sterline all’anno, più del doppio del budget della Difesa, con ulteriori aumenti previsti nei prossimi anni dato l’aumento dell’inflazione. Una spesa insostenibile per il Tesoro, secondo l’Ocse e numerosi centri di ricerca.
Burnham ha affrontato un tema finora considerato “intoccabile”, annunciando che la pensione di Stato salirà solo in linea con l’inflazione o del 2,5% e non seguirà più l’andamento dei salari, diventando quindi un “doppio vincolo”. I risparmi che la riforma consentirà verranno investiti in un nuovo “National care service”, un sistema di assistenza sociale nazionale per tutelare gli anziani. Il sistema sarà gratuito e universale come il Servizio sanitario nazionale (Nhs) e gli operatori del settore “che fanno un lavoro essenziale non saranno più invisibili”, ha promesso il premier.
Un altro tema spinoso che Burnham ha affrontato è quello della riforma elettorale, impegnandosi a optare per il sistema proporzionale “per fare in modo che ogni voto conti e che ogni voce sia ascoltata”, mettendo fine al sistema maggioritario in vigore che distorce la volontà degli elettori. Una Commissione ad hoc esaminerà la questione e la riforma elettorale farà parte del programma laburista alle prossime elezioni.
Sul fronte esteri, oltre a ribadire il sostegno per l’Ucraina e la determinazione di vedere una soluzione dei due Stati, con Israele e Palestina fianco a fianco, Burnham ha dichiarato di voler stabilire nuovi e stabili rapporti con l’Unione Europea già al summit bilaterale previsto prima della fine dell’anno. “Bisogna essere onesti: Brexit ha fatto più male che bene”, ha detto il premier.
Lo slogan del congresso laburista, visibile su ogni poster e ogni muro, è “Hope again”, un invito a sperare di nuovo. Questo ha promesso Burnham nel suo discorso molto personale, durante il quale si è commosso più volte: “Voglio riportare la crescita in ogni codice postale e la speranza in ogni cuore”.

