Houthi: «Colpita con missili e droni base militare saudita». Nave attaccata a Hormuz: un morto

Si infiamma la crisi nel Golfo, dove Riad è stata costretta a chiudere provvisoriamente l’oleodotto chiave Est-Ovest dopo un attacco con droni provenienti dall’Iraq, terreno franco per milizie filo-Teheran che fanno parte dell’Asse della resistenza iraniana. Come gli Houthi nello Yemen. Il raid, che ha causato alcuni feriti e danni ancora in fase di valutazione, non è stato rivendicato. Ma Donald Trump, volato in Irlanda per un torneo di golf in uno dei suoi resort, ha già puntato il dito contro gli ayatollah, affermando che probabilmente l’Iran è responsabile dell’attacco.

Il tycoon ha anche ribadito che la guerra in Iran finirà dopo le elezioni di Midterm, quando i prezzi del petrolio crolleranno, e ha lasciato intendere che non interverrà contro i ribelli yemeniti nonostante la loro conquista dello stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, una delle rotte mondiali più importanti per il trasporto di petrolio dal Golfo verso il Mediterraneo.

Secondo quanto riportato dall’emittente statale iraniana Irib, citata da Al Jazeera, un’imbarcazione mercantile iraniana è stata speronata vicino all’isola di Hengam e alla costa di Shib Deraz, sull’isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz, provocando un morto e tre feriti. Lo ha dichiarato il governatore di Qeshm, Hossein Amir Teymouri. Al momento non è stata specificata né rivendicata la provenienza dell’attacco.

Gli Houthi hanno conquistato la strategica isola di Mayyun, nota anche come isola di Perim, consolidando così il loro controllo sullo stretto di Bab al-Mandeb. I ribelli yemeniti sono entrati in possesso anche equipaggiamenti militari di fabbricazione statunitense sequestrati, per un valore di milioni di dollari.

Una donna incinta è morta per le ferite riportate dopo essere stata colpita dalle forze israeliane tre giorni fa nel sud di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia palestinese Wafa. Secondo i dati di ’Un Women’ citati dalla stessa fonte, riporta Al Jazeera, la guerra a Gaza ha ucciso più di 38mila donne e ragazze, mentre altre 11mila hanno riportato ferite che provocheranno disabilità permanenti. Intanto, secondo fonti mediche, nella Striscia sono in aumento gli aborti spontanei.

Di fronte allo stillicidio quotidiano di morti e feriti suonano beffarde le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Abbiamo spento l’incendio e riportato indietro tutti gli ostaggi. In questo momento a Gaza sta succedendo ben poco», ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti in Irlanda. «È incredibile. I genitori degli ostaggi morti sapevano che erano morti. Volevano riavere i loro figli o le loro figlie e alla fine li abbiamo riportati indietro tutti», ha aggiunto. «Se guardate a Gaza, in questo momento si stanno creando molti buoni rapporti. Penso che abbiamo fatto un ottimo lavoro», ha concluso Trump, definendo “straordinari” gli sforzi statunitensi nella Striscia.

Più di 1.400 persone sono fuggite dallo Yemen verso Gibuti in sole 24 ore. È quanto dichiarano le autorità locali, mentre le forze Houthi rafforzavano il loro controllo sulla costa del Mar Rosso e sullo stretto di Bab el-Mandeb, di vitale importanza strategica.

Il ministro dell’economia e delle finanze di Gibuti, Ilyas Moussa Dawaleh, ha rivelato la cifra in un post su X, scrivendo che i rifugiati erano arrivati “dallo Yemen in sole 24 ore”. L’ondata migratoria aggrava ulteriormente la crisi degli sfollati in Yemen, dove, secondo le Nazioni Unite, almeno 76.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case da luglio, un numero quadruplicato nell’ultima settimana a causa della ripresa dei combattimenti. I combattenti Houthi, alleati dell’Iran e che già controllano una porzione significativa del nord dello Yemen, tra cui la capitale Sana’a e la città occidentale di Hodeida, hanno avanzato rapidamente lungo la costa del Paese negli ultimi giorni.

I combattenti Houthi hanno dichiarato oggi di aver utilizzato droni e missili per attaccare una base militare nel sud dell’Arabia Saudita, mentre la ripresa degli scontri con le forze governative yemenite ha costretto un numero crescente di civili alla fuga. Il portavoce militare Houthi Yahya Saree su X fa sapere che l’attacco alla base meridionale di Sharurah ha preso di mira “depositi di armi e centri di comando e controllo che gestiscono l’aggressione contro la nostra nazione e il nostro popolo”, La data dell’operazione non è stata specificata. Gli scontri si sono intensificati questa settimana tra gli Houthi, alleati dell’Iran, e le forze governative yemenite, sostenute da Riyadh.

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