
Il Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Governo, ovvero la cornice dei conti per la manovra, delinea una richiesta di flessibilità di 14 miliardi per il 2027 e 14 miliardi per il 2028: lo 0,3% del Pil per la difesa (circa sette miliardi in meno del previsto)
Lo scenario è ancora in evoluzione. Troppe le variabili ancora da definire per poter delineare un quadro definito. Un primo appiglio, tuttavia, c’è. E delinea il nocciolo della questione. Il Documento programmatico di finanza pubblica approvato dal Governo, ovvero la cornice dei conti per la manovra, delinea una richiesta di flessibilità di 14 miliardi per il 2027 e 14 miliardi per il 2028: lo 0,3% del Pil per la difesa (circa sette miliardi in meno del previsto) e lo 0,3% per l’energia l’anno.
Il 10 settembre, spiega una nota di Palazzo Chigi, l’esecutivo ha presentato alla Commissione europea la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia in relazione alle maggiori spese per l’energia e la sicurezza.
Intervenuto in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito la manovra sarà «seria». Quanto alle misure che saranno contenute nella legge di bilancio, ha puntualizzato che «la mia risposta è probabilmente diversa da un mese fa, l’approccio deve essere un attimino più prudente» rispetto alle cose «annunciate».
Insomma il budget per la difesa, in un «contesto particolarmente complesso sotto molteplici profili» – per usare l’espressione a cui è ricorso Giorgetti – con un’inflazione che non accenna a frenare e uno spread tra Btp e Bund che ha ripreso a crescere – si riduce. Nonostante nell’ultimo periodo tra le file della maggioranza non siano mancati annunci in vista della prossima manovra, la coperta delle risorse si preannuncia corta. E alcune ipotesi delineate potrebbero saltare.
«Comprendo perfettamente le ragioni che hanno portato alla scelta, dovute al periodo economico, all’inflazione, alla tempesta in atto sui titoli sovrani – è stato il commento del ministro della Difesa Guido Crosetto -. L’importante è che lo 0,3% per il 2027, che era già stato preventivato in tale misura, non venga toccato e sia utilizzato per le priorità individuate dalla Difesa. Per il 2028 per ora è stato previsto un aumento di un ulteriore 0,3 al posto dell’iniziale 0,6. Ne ho preso atto e mi auguro che le condizioni del 2027 consentano un successivo intervento in aumento. Ben vengano gli interventi sul caro energia per andare incontro ai problemi di ogni famiglia».
Una partita che coinvolgerà la Difesa, e che vedrà Crosetto impegnato in una trattativa non facile con i colleghi di Governo, a cominciare con il responsabile del Mef Giorgetti, è quella che riguarda il potenziamento degli organici. «Il tema degli organici non è stato abbandonato, anche se non è presente in questo ddl» ha spiegato Crosetto, nel corso dell’audizione alla Commissione Esteri e Difesa del Senato sul disegno di legge per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale che si è svolta giovedì 1 ottobre. «Si è deciso di distinguere le disposizioni tecniche, che costituiscono questo provvedimento, dagli interventi che invece comportano un intervento strutturale degli organici e che quindi necessitano di coperture finanziarie pluriennali e possono essere fatte soltanto [...]
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