I fatti di Milano? Per Crosetto sono frutto della guerra ibrida

Il ministro è intervenuto al secondo Forum sul procurement della Difesa. Gli strumenti sono «TikTok, social, Youtube». Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Portolano: «Il Defence Procurement non è un semplice atto amministrativo»

La guerra ibrida, come hanno dimostrato i recenti fatti di Milano, si combatte anche nelle piazze. E i canali attraverso i quali i messaggi vengono veicolati sono i social. «I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo “guerra ibrida” che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto ed in qualche modo reagisca». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Il responsabile della Difesa è intervenuto martedì 20 ottobre al secondo Forum sul procurement della Difesa. L’iniziativa, che si è svolta a Villa Miani, è stata promossa dallo Stato maggiore della Difesa con l’obiettivo di presentare il volume “Defence procurement. La prospettiva nazionale per una difesa europea” (Rubbettino Editore). All’incontro hanno partecipato anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, il Capo di gabinetto del Commissario europeo per la difesa e lo spazio Simonas Šatūnas, il ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini e il Direttore nazionale degli armamenti, ammiraglio di squadra Giacinto Ottaviani. Dopo la parte istituzionale, nel pomeriggio sono stati coinvolte le prime linee dell’industria della difesa. Da Lorenzo Mariani, ad di Leonardo ad Alessandro Ercolani, ad Rheinmetall; da Biagio Mazzotta, presidente di Fincantieri a Domitilla Benigni, ad di Elt Group.

«Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni – ha sottolineato Crosetto – non parliamo di “maranza”, di italiani di seconda generazione, se sei su dieci le condividono è perchè in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo e dei punti di riferimento che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche».

Crosetto non ha dubbi. E lo dice chiaramente. «Stiamo combattendo in una guerra ibrida che [...]

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