
Il 15 e 16 settembre scioperano i medici di medicina generale del sindacato Smi, che ha indetto manifestazioni e sit-in in diverse città italiane per protestare contro il recente accordo con il Governo sulle Case della comunità
Il 15 e 16 settembre scioperano i medici di medicina generale del sindacato Smi, che ha indetto manifestazioni e sit-in in diverse città italiane per protestare contro il recente accordo con il Governo sulle Case della comunità introdotte dal Pnrr e realizzate per rafforzare la medicina territoriale. Non aderisce però allo sciopero la principale sigla dei medici di famiglia e cioè la Fimmg. Dopo mesi di braccio di ferro con il governo, torna invece a protestare il sindacato dei medici Smi, con uno sciopero di due giorni e manifestazioni oggi a Roma, Rieti, Milano, Palermo, Napoli e Pescara. Il no riguarda in particolare l’obbligo di lavorare sei ore settimanali all’interno delle nuove strutture: l’impegno, chiedono i dottori dello Smi, deve essere solo su base volontaria.
I motivi della protesta riguardano il debito orario nelle Case di comunità – almeno 6 ore – e il ruolo unico in medicina generale. Le proposte avanzate riguardano invece: l’istituzione del doppio canale con accesso volontario alla dipendenza; l’attivazione della scuola di specializzazione universitaria in medicina generale; la reintroduzione dell’area della medicina dei servizi; l’implementazione degli organici del 118; il riconoscimento di adeguate tutele (infortunio, maternità, etc.). In vista della mobilitazione la segreteria nazionale del sindacato rivolge un appello a tutti i medici, iscritti allo Smi e no, per un’azione unitaria di difesa della professione. Il sindacato esprime poi grande soddisfazione per il fatto che la petizione n.1451, promossa dalla segretaria generale Pina Onotri, in merito alla richiesta di provvedimenti legislativi e risorse dedicate alla riforma della medicina generale, abbia raggiunto in 40 giorni più di 9300 firme. Nel mirino come detto l’accordo siglato il 23 [...]
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