I Pasdaran iraniani contro Trump: «Pronti ad azioni devastanti»

Dura risposta alle «minacce economiche» degli Stati Uniti. Ma il presidente iraniano Pezeshkian smorza i toni: «È il momento di trovare un accordo di pace»

I Pasdaran iraniani rispondono a Donald Trump minacciando «azioni devastanti», mentre i leader politici di Teheran aprono, anche se in modo molto cauto, al negoziato per trovare un accordo di pace. «Sarebbe meglio arrivare a una soluzione e metter fine alla guerra ora, quando disponiamo di forza e dignità e il mondo intero riconosce la nostra vittoria», ha detto ieri il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a media iraniani.

Pezeshkian, la massima autorità eletta dell’Iran, si è unito così al ministro degli Esteri Abbas Araghchi e al capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf, che da mesi insistono sul dialogo per chiudere il conflitto, anche ascoltando le necessità di un Paese in profonda crisi economica e sociale: la stessa intesa di massima per il cessate il fuoco accettata dagli Stati Uniti e poi miseramente sconfessata, con nuovi bombardamenti e il doppio blocco a Hormuz, era stata promossa da loro.

Il regime degli ayatollah si divide – come spesso è già accaduto, almeno nelle dichiarazioni pubbliche – in attesa che gli Stati Uniti facciano capire meglio quali saranno «le misure economiche senza precedenti» che verranno messe in atto per «isolare completamente l’Iran». Lunedì toccherà al segretario al Tesoro, Scott Bessent, dare senso alle affermazioni di Trump dei giorni scorsi. E spiegare nei dettagli in che modo si muoveranno gli Stati Uniti, che già hanno richiamato all’ordine gli alleati chiedendo collaborazione per rendere efficaci le nuove sanzioni. Ma l’appello dell’amministrazione americana si è rivolto soprattutto ai partner commerciali, aprendo un confronto difficilissimo con l’India, la Turchia e la Cina, [...]

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