Icop lascia la partita per Trevi: «Crescita dei ricavi a 1 miliardo»

Parla l’’amministratore delegato, Piero Petrucco: occasione mancata per costruire il campione nazionale, indipendente e autonomo nell’ingegneria del sottosuolo

Icop rinuncia a Trevi e guarda avanti, sulla spinta di un piano industriale ambizioso: salire a un miliardo di ricavi entro il 2030. La società di Basiliano (Udine), specialista nell’ingegneria del sottosuolo e nel microtunnelling, annuncia che non effettuerà ulteriori rilanci nella contesa che la vede contrapposta a Webuild per ottenere il controllo di Trevi (fondazioni speciali e ingegneria del sottosuolo). Lo dice al Sole 24 Ore l’amministratore delegato di Icop, Piero Petrucco, che in futuro non esclude nuove acquisizioni, se si presenterà l’occasione. Intanto Webuild resta senza rivali nella partita per Trevi.

La scelta di non effettuare ulteriori rilanci rappresenta di fatto una rinuncia all’Ops su Trevi. Come nasce questa decisione?

Abbiamo preso questa decisione, senza attendere la chiusura del periodo di adesione, per dare certezza al mercato e chiarezza ai nostri azionisti sulla direzione della società. Nelle condizioni attuali, restare in partita implicherebbe un ulteriore rilancio e, per noi, non avrebbe un senso economico complessivo. Inoltre, non è nell’interesse dei nostri azionisti spingerci oltre. Icop ha effettuato un solo rilancio, entro limiti ritenuti sostenibili, e non intende andare oltre tali limiti, su Trevi come su qualunque altra operazione. Chi promuove un’offerta pubblica ha il dovere di informare il mercato, con chiarezza e trasparenza, su ciò che sa e su ciò che intende fare. È il principio che abbiamo seguito fin dall’inizio e che continuiamo a rispettare oggi.

È deluso per com’è andata l’operazione?

È sicuramente un’occasione mancata per costruire il campione nazionale, autonomo, indipendente e specializzato nel sottosuolo con la scala dei più grandi gruppi internazionali. Restiamo convinti della bontà del progetto di aggregazione tra specialisti, ma pensiamo che fermarci ora sia la scelta più razionale. Abbiamo riconosciuto a Trevi quello che ritenevamo essere un valore corretto e lo abbiamo indicato con il rilancio del 25 settembre, portando il corrispettivo a 5,165 euro per azione.

Quali sono le direttrici strategiche del piano industriale di Icop 2026-2029? 

Il piano punta a raggiungere un fatturato intorno al miliardo di euro tra il 2029 e il 2030, con una marginalità al 19-20%, partendo dai 503 milioni pro-forma del 2025 ed è costruito senza l’Ops e senza assumere l’ingresso in nuove geografie. Il piano poggia su un portafoglio ordini di 1,5 miliardi da eseguire nei prossimi tre anni e copre già oltre tre quarti [...]

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