Il 45% degli italiani risparmia. Cure mediche e pensioni tra le priorità

I soldi da parte per l’integrazione del welfare pubblico e per la difesa del potere di acquisto. Sale la spesa per i beni di prima necessità

L’indagine sugli italiani e il risparmio condotta da Ipsos e Acri in occasione della 102 esima Giornata del Risparmio mette in luce una popolazione che tutto sommato non ha visto deteriorare la capacità di mettere da parte, ma ha cambiato le priorità nel farlo. E si preoccupa di più di potersi assicurare cure mediche o una pensione adeguata per il futuro. Nella sostanza il ruolo del risparmio come forma di integrazione del welfare pubblico è colto dal 75% degli italiani soprattutto in termini di sanità e cure mediche (45%) e secondariamente in termini di assistenza a lungo termine per anziani e non autosufficienti (25%), e in termini previdenziali (25%). Si consolida sempre più la percezione di quest’ultimo come strumento di protezione, piuttosto che come strumento di progettazione per il futuro. Secondo l’indagine, gli italiani pensano principalmente alla protezione da rischi contingenti, come le difficoltà legate all’inflazione o le situazioni di crisi, oppure determinate da una diffusa percezione di arretramento del welfare, sia riguardo alle pensioni, sia riguardo alla sanità e all’assistenza.

Il risparmio sembra avere quindi una funzione principalmente difensiva, quasi obbligata, a causa della forte pressione derivante dai rischi di aumento del costo della vita e dal minore potere di acquisto. Per il 39% degli italiani è una necessità per garantire sicurezza finanziaria, e in seconda battuta un’opportunità per raggiungere specifici obiettivi (27%) oppure una sorta di consuetudine acquisita nel tempo (21%). In ogni caso, più di un italiano su due (58%) pensa di avere la medesima propensione al risparmio dei propri genitori, sebbene sia diffusa la convinzione di non poter risparmiare le medesime somme di denaro. Si tratta di una convinzione che cresce al crescere dell’età (50% per la GenZ, 56% per i Millennials, 60% per la GenX (45-64 anni), 70% per i Boomers – over 65 anni).

Questa funzione protettiva del risparmio assume particolare rilevanza anche alla luce delle trasformazioni demografiche e sociali in corso. L’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite modificano gli equilibri tra generazioni e portano in primo piano i bisogni legati al welfare pubblico. Il ruolo del risparmio come forma di integrazione del welfare pubblico è colto dal 75% degli italiani soprattutto in termini di sanità e cure mediche (45%) e secondariamente in termini di assistenza a lungo termine per anziani e non autosufficienti (25%), e in termini previdenziali (25%). Tra chi lavora, il 66% esprime preoccupazione per la propria condizione economica dopo il pensionamento sia per la prospettiva di percepire una pensione insufficiente (43%), sia per la difficoltà di mettere oggi da parte risparmi pensando al futuro (33%). In questo contesto, caratterizzato da un forte desiderio di risparmio e da diffuse preoccupazioni per il futuro e per la tenuta del welfare, la famiglia continua a rappresentare un importante ammortizzatore sociale.

Resta stabile, rispetto allo scorso anno, la quota di italiani in grado di risparmiare senza dover fare troppe rinunce (45%), mentre si ridimensiona il numero di quanti vedono nel risparmio una [...]

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