
Dopo la Camera, il Senato ha approvato formalmente il disegno di legge che istituisce la nuova politica nazionale sui minerali critici e strategici
Il Senato brasiliano ha approvato il 3 settembre la legge che istituisce una politica nazionale per la lavorazione e l’industrializzazione dei minerali critici e strategici, facendo seguito al primo via libera della Camera dello scorso maggio. È attesa ora la promulgazione definitiva da parte del presidente Lula.
La norma segna un cambio di passo: l’obiettivo è trattenere sul territorio nazionale le risorse tecnologiche e produttive, superando la logica della sola esportazione e disincentivando gli investimenti stranieri.
La mossa di Brasilia si inserisce in un quadro di forti tensioni internazionali esacerbate dalle guerre commerciali volute da Donald Trump. Con Pechino che ha iniziato a utilizzare le proprie risorse come arma negoziale – culminata con le restrizioni all’export dello scorso anno – l’Occidente ha iniziato a cercare fornitori alternativi.
Secondo i dati di Associated Press e Reporter Brasil, nei primi sei mesi del 2026 il Brasile ha attirato massicci flussi di capitale diretti al settore, provenienti soprattutto da Stati Uniti, Australia e Canada.
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