
In Provincia di Bolzano il gasolio più caro, a 2,195 euro al litro; a seguire la Calabria a 2,172 euro
L’unica certezza, come al solito, sono i rincari dei carburanti. Che di mese in mese non stanno dando tregua al governo, smorzando l’entusiasmo per la festa in occasione del record di longevità che si terrà venerdì a Bari. Perché dal giorno dopo bisognerà tornare in campo con il quattordicesimo decreto (in questo caso uno ministeriale) in meno di sei mesi per calmierare i listini.
Partiamo dal gasolio che, nonostante l’attuale taglio su accise e Iva da 17 centesimi al litro, è a un passo dal record storico, toccato pochi mesi fa. La media nazionale è vicina a 2,15 euro al litro, ma in alcuni territori si sfiorano 2,2 euro. Come in Provincia di Bolzano, che da inizio crisi energetica è la più cara d’Italia, ma anche in Calabria, dove i listini arrivano a 2,172 euro.
Il discorso per la benzina è leggermente diverso. Intanto, non c’è nessuno sconto attivo (da inizio luglio ormai). Perché i prezzi sono relativamente stabili anche se aumentano leggermente di giorno in giorno. E così, oggi la media nazionale sfiora i 2,04 euro al litro: il massimo dal 2022.
Difficile, a causa ovviamente delle risorse disponibili, tornare ad applicare uno sconto generalizzato per la benzina. Semmai, per la verde, potrebbe arrivare qualche misura diversa, pensata appositamente per i lavoratori, come i fringe benefit. I tecnici del governo sono al lavoro per effettuare il cambio di strategia, ma potrebbero servire dei giorni in più.
Ecco perché è probabile che da domenica, subito dopo la scadenza del taglio, verrà prorogato il taglio sulle accise del gasolio per pochi giorni grazie all’extragettito Iva di agosto. Che, è vero, dovrebbe essere maggiore di quello di luglio (solo 20,8 milioni) ma comunque non potrà concedere una tregua così lunga.
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