Il computer quantistico che usa la luce: la sfida di una startup di Latina con la Sapienza

QuantHum Edge sviluppa un’architettura modulare basata sui polaritoni, con l’obiettivo di arrivare fino a 9.936 qubit.

Una tecnologia quantistica basata sulla luce intrappolata su chip, sviluppata a Cisterna di Latina. È il progetto di QuantHum Edge, startup deep tech pontina che lavora con il centro di ricerca della Sapienza con sede a Latina (Ce.R.S.I.Te.S.). L’accordo copre ricerca, simulazioni e validazione tecnica.

Il programma principale, Noesis, utilizza i polaritoni, quasiparticelle ibride luce-materia confinate in cavità fotoniche integrate. L’architettura è modulare: 108 qubit per modulo e fino a 92 moduli, per un totale di 9.936 qubit nello scenario massimo. I dati derivano da oltre 1.560 simulazioni condotte con i software Comsol e QuTiP, che la società definisce «evidenze in lab virtuale».

Le [...]

Continua a leggere su: Il Sole 24 Ore

Articoli correlati