Il cortisone fa ingrassare e c’entra il cortisolo? Cosa dicono gli studi e cosa fare nella pratica

Il team dei dottori e degli esperti anti-bufale dell’Ordine nazionale dei medici risponde ai principali dubbi sulla salute

È una delle preoccupazioni più comuni per le persone che si trovano a dover seguire una terapia a base di cortisone e che, a volte, spinge a saltare le dosi o interrompere la cura da soli, con rischi anche seri. Ma cosa dicono davvero gli studi? E cosa c’entra il cortisolo, l’ormone dello stress diventato negli ultimi mesi protagonista di molti contenuti sui social, spesso chiamato in causa per spiegare gonfiore o difficoltà a dimagrire? Proviamo a fare chiarezza, distinguendo il farmaco dall’ormone naturale.

Dipende soprattutto dalla durata della cura. Una revisione sistematica che ha analizzato 21 studi su persone in terapia con corticosteroidi per bocca ha rilevato che, nelle terapie brevi, l’aumento di peso è risultato minimo o assente; nelle terapie prolungate nel tempo, invece, può diventare clinicamente rilevante. In altre parole: una cura di pochi giorni per un’infiammazione acuta difficilmente farà salire in modo significativo la bilancia; il rischio cresce quando la terapia dura settimane o mesi. A dosi elevate e per periodi lunghi, il cortisone può infatti aumentare l’appetito, favorire la ritenzione di liquidi e ridistribuire il grasso corporeo verso addome, viso e parte posteriore del collo: il cosiddetto aspetto del viso “a luna piena”. Una revisione che ha messo insieme i dati di 118 studi randomizzati controllati, per un totale di oltre 17.000 partecipanti (di cui più di 8.500 trattati con corticosteroidi), ha confermato un aumento del rischio di incremento di peso, oltre che di pressione alta, glicemia e valori di colesterolo e trigliceridi peggiori, nei pazienti trattati rispetto ai controlli.

Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, che il corpo usa ogni giorno per funzioni essenziali: regola il metabolismo di zuccheri, grassi e proteine, contribuisce al controllo della pressione arteriosa, modula il sistema immunitario e mantiene l’equilibrio energetico dell’organismo. Chiamarlo solo “ormone dello stress” è riduttivo: la risposta allo stress è una delle sue funzioni, non la principale nella vita di tutti i giorni. La sua produzione segue inoltre un ritmo preciso nell’arco delle 24 ore, con il picco al risveglio e un calo progressivo fino alla notte. Un aumento transitorio di cortisolo in risposta a una situazione stressante non è quindi un problema: è un normale meccanismo di adattamento.

Perché si fa un uso scorretto sia del [...]

Articoli correlati