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Lo ha reso possibile una realtà italiana, usando una controfigura, la computer grafica e zero intelligenza artificiale. Così il cantante è “risorto digitalmente”
E se la carriera di un artista non finisse necessariamente con la sua morte? Se fosse possibile “far tornare in vita” un cantante? Un modo c’è: creare il suo ologramma.
È il caso di Sidhu Moosewala, rapper indiano morto nel maggio del 2022 all’età di 28 anni. Considerato come uno dei rapper pangiabi – gruppo etnolinguistico dell’Asia meridionale – più influenti e di successo, il suo nome figurava nella classifica dei migliori 50 artisti emergenti redatta dal «The Guardian» nel 2020. Con 18 milioni di follower all’attivo su Instagram, il cantante verrà sostituito sul palco dal suo ologramma.
Il tour «Signed to God» partirà da Toronto il prossimo 8 ottobre e a esibirsi sarà l’ologramma del defunto rapper. I concerti si terranno in Canada, America ed Europa. L’annuncio via social del tour ha ottenuto 28 milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore.
La realizzazione dell’ologramma è stata affidata all’italiana Studio Tangram. L’azienda è una delle realtà leader del settore a livello globale e opera sotto la stessa direzione dell’impresa inglese Mdh Hologram: le due “sorelle” hanno dato vita alle esibizioni di star come Tiziano Ferro e Jennifer Lopez, alle campagne elettorali di politici – come quella dell’attuale premier indiano Modi – e alle collaborazioni che spaziano dalla moda al mondo dello sport. Viene impiegata la tecnica del Fantasma di Pepper per creare delle immagini virtuali con cui è possibile interfacciarsi.
«È l’unica tecnologia che genera un effetto ottico tridimensionale e che permette l’interazione tra persone umane e proiezione olografica, entrambi sono presenti nello stesso spazio. In più, i nostri ologrammi hanno la propria ombra», spiega il Ceo Giovanni Palma.
Studio Telegram ha sede in Brianza, a Mariano Comense, mentre Mdh Hologram ha base a Londra. Il gruppo di lavoro è internazionale, ma il «cervello rimane italiano». Alla resurrezione digitale di Sidhu Moosewala ha partecipato anche il premio David di Donatello Valter Adam Casotto, designer di make-up prostetico.
Niente intelligenza artificiale. Per realizzare l’ologramma del rapper Sidhu l’azienda italiana – in accordo con il volere della famiglia dell’artista – ha impiegato una controfigura, delle protesi e i vestiti dello stesso cantante. «L’Ai è troppo meccanica e impersonale, noi preferiamo che ci siano delle imperfezioni per rendere più umano il nostro prodotto. L’obiettivo non è rendere il personaggio realizzato uguale a quello reale, ma di ricreare il suo modo di essere e la sua energia», chiarisce Palma.
In generale, per creare un ologramma si parte o dai video e dai fotogrammi del soggetto da replicare oppure dalle riprese dello stesso o della sua controfigura – come nel caso di Sidhu –. È importante iniziare con una base su cui impostare l’intero progetto, e quindi uno storyboard che individui le scene da utilizzare e/o girare. Arriva poi la fase più corposa: il lavoro di computer grafica, che permette di creare e manipolare a computer le immagini, e la postproduzione.
Per fare in modo che l’immagine creata si veda in uno spazio tridimensionale, e che quindi l’ologramma “prenda vita”, entra in gioco la tecnica del Fantasma di Pepper. Inventato nel XIX secolo e usato spesso a teatro, il trucco sfrutta la riflessione e la trasparenza della luce attraverso una superficie riflettente posta a 45 gradi rispetto al pubblico. L’oggetto o l’attore si trova in un ambiente nascosto e fortemente illuminato. Questa luce colpisce la superficie riflettente – all’epoca una lastra di vetro – e viene in parte riflessa verso il pubblico. Il cervello dello spettatore, che non percepisce lo schermo riflettente, proietta l’immagine riflessa nello spazio del palco – buio e vuoto – e la fa apparire tridimensionale.
Per i concerti di Sidhu, un proiettore farà da sorgente d’immagine e uno schermo di plastica speciale non percepibile all’occhio umano, interposto tra palco e pubblico, rifletterà l’immagine. In questo modo, l’ologramma sarà visibile all’intera arena. I vari elementi di contorno verranno posizionati in maniera tale da assecondare l’inganno ottico.
Un tour mondiale con la resurrezione digitale dell’artista non è mai stato fatto nella storia. Gli italiani di Studio Tangram fanno da apripista, in un settore che vive una forte fase di stagnazione: «Con il Covid, il mondo degli eventi si è paralizzato. Siamo sotto lo zero. – spiega Palma –. Oggi come oggi si è persa la voglia di spendere tanto quanto e come prima».
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